Parlare di montagna non come periferia, ma come laboratorio avanzato di innovazione, resilienza e sviluppo sostenibile. Questa la chiave con cui l’assessore Leonardo Lotto ha aperto la tavola rotonda “La montagna al centro”, appuntamento clou delle celebrazioni regionali dedicate alla Giornata internazionale della montagna 2025, ospitato nella sala Dipinti dell’Ange del Courmayeur Climate Hub. Una location non casuale: luogo di confronto sul cambiamento climatico, simbolo di una nuova stagione di politiche che non guardano più “verso valle” in cerca di soluzioni, ma che sperimentano proprio nelle terre alte modelli esportabili al resto del Paese.
«È ormai evidente a tutti che la Montagna non sia più margine – evidenzia l’Assessore Leonardo Lotto – ma centro di resilienza e innovazione», parole che sintetizzano una visione maturata negli ultimi anni e oggi al centro del dibattito europeo. Per Lotto, la montagna «non è più un posto da cui scappare, né un rifugio da idealizzare quando si è stanchi della città», ma «uno spazio dal forte potenziale, un territorio vivo, capace di produrre risposte concrete, innovative e replicabili per le sfide che investono l’intero Paese». Una consapevolezza che restituisce centralità a comunità spesso considerate marginali, dove invece si sperimenta su energia rinnovabile, gestione delle risorse idriche, turismo lento e coesione sociale.
L’approccio dell’assessorato prende forma attraverso progetti pilota sostenuti dal PNRR, legati alla digitalizzazione delle aree interne, alla mobilità a impatto zero e alla creazione di reti sovraregionali per lo scambio di buone pratiche. Non solo: al centro c’è anche l’idea di riportare giovani e professioni qualificanti nei paesi di media e alta quota, con incentivi per imprese green, spazi di coworking e programmi di formazione modellati sulle esigenze delle comunità locali.
Alla tavola rotonda, aperta dai saluti del sindaco di Courmayeur Roberto Rota e dell’assessora regionale Speranza Girod, sono intervenuti da remoto Pierluigi Boda e Alessandro Panza, portando l’attenzione sul ruolo delle montagne nel quadro delle politiche UE e nazionali. Il dibattito, moderato dal giornalista Denis Falconieri, è entrato nel vivo con l’intervento della docente Anna Giorgi, curatrice del “Libro Bianco sulla Montagna”, che ha posto l’accento sulla necessità di una governance integrata delle aree alpine e appenniniche.
La montagna, secondo Lotto, è un soggetto politico prima ancora che geografico: «Le città non possono più considerarla come un luogo dedicato solo a vacanze e relax, ma la impareranno a conoscere come uno spazio vivo, generatore di valore, economia e relazioni». E nella sua visione, la Valle d’Aosta diventa un piccolo laboratorio europeo, dove si progetta un futuro possibile per le comunità di quota, con la capacità di innovare senza perdere la propria identità.

In un tempo in cui la crisi climatica accelera e lo spopolamento mette a rischio interi territori, le parole dell’assessore suonano come un invito a ribaltare la prospettiva: non più territori da sostenere, ma territori che sostengono. E forse proprio da qui – dalle voci dei paesi di montagna – può partire un discorso politico nazionale più coraggioso e capace di immaginare ciò che oggi, altrove, sembra ancora impossibile.













