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ATTUALITÀ | 27 novembre 2025, 12:02

Tre colori, un mondo: il nuovo calendario delle Fiamme Gialle che trasforma il lavoro invisibile in arte

Presentato il Calendario storico 2026 della Guardia di Finanza, un progetto artistico e narrativo che unisce fotografia, grafica e comunicazione per raccontare ciò che spesso non si vede del mondo gialloverde. Un’opera che celebra identità, evoluzione e missione del Corpo

Tre colori, un mondo: il nuovo calendario delle Fiamme Gialle che trasforma il lavoro invisibile in arte

Il nuovo Calendario storico della Guardia di Finanza non è semplicemente un oggetto da appendere al muro: è un viaggio dentro un mondo che normalmente vive dietro le quinte, dove l’azione economico-finanziaria prende forma lontano dai riflettori. L’edizione 2026, presentata oggi nel “Salone d’Italia” della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, porta un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: Tre colori, un mondo.

L’evento ha avuto il tono delle grandi occasioni. In platea erano presenti il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e il Comandante Generale Andrea De Gennaro, mentre a condurre la mattinata è stata la giornalista del Tg1 Laura Chimenti, affiancata dallo storico dell’arte Costantino D’Orazio. È stata una presentazione elegante, quasi teatrale, studiata per accompagnare il pubblico dentro una dimensione che raramente è raccontata con questa cura.

L’idea portante è chiara: mostrare ciò che di solito non si vede. L’opera accende i fari su quelle attività difficili, complesse, spesso tecniche fino all’incomprensibilità, che però rappresentano il cuore della polizia economico-finanziaria. E qui entra in gioco l’arte, capace di tradurre l’invisibile in un linguaggio immediato. “L’arte diventa un decodificatore”, è stato spiegato durante la presentazione, e in effetti il Calendario 2026 punta esattamente a questo: trasformare concetti duri, quasi burocratici, in immagini accessibili, vive, evocative.

Il 2026 non è un anno qualsiasi per le Fiamme Gialle: segna il 25° anniversario della polizia economico-finanziaria, un traguardo che testimonia l’evoluzione di un Corpo nato nel 1774 e capace, nei secoli, di reinventarsi senza tradire la propria identità. Il calendario si inserisce perfettamente in questa narrazione di rinnovamento e memoria, unendo tradizione e linguaggi contemporanei.

Il progetto nasce da una collaborazione di alto livello tra la Guardia di Finanza, l’Agenzia Armando Testa e Massimo Sestini, il fotoreporter premiato al World Press Photo e celebre per la sua capacità di catturare la realtà con precisione chirurgica. Le sue fotografie in bianco e nero – scattate appositamente sul campo – costruiscono la base di tutto. Su quelle immagini, i creativi hanno lavorato giocando con geometrie, tagli, scritte e soprattutto con i tre colori iconici del Corpo: giallo, verde e grigio. Ne esce un linguaggio “foto-grafico”, come è stato definito, un equilibrio potente tra racconto documentale e interpretazione artistica.

La filosofia della campagna è basata sulla sottrazione: “nascondere per rivelare”, “togliere per aggiungere significato”. Un modo di comunicare che non urla, ma lascia emergere la complessità attraverso un dettaglio, un'ombra, un colore che si posa sulla foto come un sigillo. Il risultato è un percorso visivo di 13 tavole, ognuna con una storia, un gesto, un frammento di quotidianità che restituisce l’impegno delle donne e degli uomini in uniforme. C’è la disciplina, c’è la fatica, c’è la tecnica, ma c’è anche l’umanità di un lavoro che, anche quando non si vede, c’è sempre.

Il Calendario della Guardia di Finanza è un’istituzione nell’Istituzione. Con le sue 89 edizioni è un oggetto di culto per molti collezionisti e un simbolo di continuità per il Corpo. Negli anni ha superato la funzione meramente didascalica per trasformarsi in strumento di comunicazione e memoria, e non è un caso che abbia incrociato le strade di personalità come Giorgio Armani, Milo Manara, Renato Casaro, Aligi Sassu e Antonio Tamburro.

Anche quest’anno, tra tradizione militare e sperimentazione artistica, il calendario si conferma un ponte tra la Guardia di Finanza e i cittadini: racconta valori, identità e missioni quotidiane con un linguaggio capace di arrivare a tutti. E quei tre colori – giallo, verde e grigio – diventano la chiave per entrare in un mondo che, finalmente, si lascia guardare da vicino.

je.fe.

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