Altro che nota stampa: quella del commissario Enzo Amich di Fratelli d’Italia sembra un bigliettino lasciato sul parabrezza dell’Union Valdôtaine con scritto “Peccato, potevamo fare grandi cose insieme… ma adesso arrangiatevi”.
Una lettera d’amore respinto, con tanto di promessa mancata e una spruzzata di veleno istituzionale.
Perché, diciamocelo, dietro la prosa forbita del comunicato (“errore strategico gravissimo”, “rinunciare ai benefici concreti”, “isolare la Valle d’Aosta”) c’è il tono offeso di chi aveva già apparecchiato la tavola per entrare in Giunta… magari con Alberto Zucchi in abito presidenziale e il sogno – nemmeno troppo segreto – di una legge regionale per eleggere “il Presidente della Vallée”. Altro che autonomia: sarebbe stato il primo esperimento di Melonismo alpino, con tanto di santino e fiamma tricolore sotto lo stemma della Regione.
E allora eccolo, l’avvertimento in doppiopetto: “Senza di noi rischiate l’isolamento da Roma”.
Ah, Roma, la madre di tutti i centralismi. Che meraviglia sentire un partito nazionale spiegarci che solo stando buoni e obbedienti avremmo potuto “rafforzare l’autonomia”.
Un po’ come dire: “Vuoi essere libero? Perfetto, ma fallo come ti dico io”.
Certo, i vantaggi di avere Fratelli d’Italia al governo in Valle d’Aosta sarebbero stati enormi.
Per esempio:
avremmo finalmente capito cosa significa “autonomia sorvegliata”;
il francese avrebbe avuto la stessa vitalità del greco antico;
ogni conferenza stampa si sarebbe aperta con un “Pronti! Alé!” in stile Fronte del Monte Nero;
e chissà, magari la Maison du Val d’Aoste a Roma sarebbe diventata un circolo patriottico con vista su Palazzo Chigi.
Ma suvvia, non tutto è perduto. Zucchi e i suoi valorosi potranno sempre fondare una Repubblica Federale del Pont-Saint-Martin, eleggere un presidente a rotazione e spedire un ambasciatore a Roma con la bandiera tricolore piegata in quattro.
La verità, però, è che dietro la “nota istituzionale” si intravede il vero dramma politico: chi era convinto di conquistare otto seggi e la presidenza della Giunta, si ritrova con quattro consiglieri, un comunicato al peperoncino e la tentazione irresistibile di dire agli altri “senza di noi, non siete nessuno”.
In fondo, più che un “errore strategico”, sembra una scena da commedia all’italiana: l’innamorato respinto che telefona dicendo “ti volevo solo aiutare”, ma sotto sotto sperava di rifarsi una vita… con la Presidenza della Valle.
IL COMUNICATO DEL COMMISSARIO I FRATELLI D'ITALIA PER CHI NON L'AVESSE LETTO
FdI Valle d’Aosta: “Un errore strategico escludere il principale partito di governo nazionale”
La chiusura dell’accordo per la nuova Giunta regionale rappresenta, a nostro avviso, l’errore politico e strategico più grave che potesse essere commesso per il futuro della Valle d’Aosta in questo momento cruciale.
Escludere Fratelli d’Italia – il principale partito della coalizione che governa il Paese e che esprime il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – significa rinunciare a una collaborazione che avrebbe potuto portare benefici concreti ai valdostani e avviare una fase completamente nuova per la Vallée, all’insegna di un rafforzamento dei rapporti tra la Regione e il Governo nazionale.
Fratelli d’Italia rappresenta la prova tangibile di una discontinuità vera, concreta e credibile rispetto a un passato recente, perché capace di offrire serietà, competenza e un approccio diverso al governo dell’autonomia, nell’esclusivo interesse dei cittadini valdostani.
Una prospettiva resa evidente anche dal profilo e dall’impegno dei nostri eletti in Consiglio regionale – Massimo Lattanzi, Alberto Zucchi, Massimiliano Tuccari e Aldo Domanico – a testimonianza di una presenza radicata e costruttiva sul territorio.
Il Governo nazionale e la sua maggioranza rappresentano oggi la garanzia più solida per la tutela e il rafforzamento dell’autonomia valdostana.
Ignorare questa realtà, come ha fatto la classe dirigente dell’Union Valdôtaine, non solo è un errore di valutazione, ma anche un segnale di chiusura che rischia di isolare ulteriormente la Valle d’Aosta in un momento in cui sarebbe invece fondamentale consolidare i rapporti istituzionali con Roma.
Fratelli d’Italia continuerà a lavorare con responsabilità e coerenza, valutando ogni decisione e ogni voto in piena libertà, insieme agli alleati della Lega Vallée d’Aoste e del centrodestra, ma senza vincoli rispetto a scelte che non condividiamo né nel metodo, né nel merito.
È bene ricordare che nessuna forza politica della coalizione può parlare o agire in rappresentanza esclusiva del Governo nazionale, che trova la sua sintesi politica e istituzionale unicamente nell’azione congiunta dei partiti che lo compongono.
Riteniamo che la politica valdostana abbia perso un’occasione importante per aprire una fase nuova, fatta di serietà, visione e rapporti costruttivi con il Governo della Nazione, guidato da Fratelli d’Italia, il partito che esprime il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
on. Enzo Amich
Commissario regionale, Fratelli d’Italia





