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CRONACA | 29 settembre 2025, 12:00

La confusione dei sintomi: quando il raffreddore sembra influenza e il Covid

La stagione fredda porta incertezza: i segnali si sovrappongono, l’unica certezza resta il test

La confusione dei sintomi: quando il raffreddore sembra influenza e il Covid

Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno tornano puntuali i malanni di stagione: febbre, gola che brucia, naso chiuso, stanchezza. Fastidi comuni che aprono sempre la stessa domanda: sarà un banale raffreddore, la classica influenza o il Covid che continua a circolare? La risposta non è immediata, perché i sintomi spesso si sovrappongono e confondono, rendendo difficile distinguere le diverse infezioni respiratorie.

Gli esperti della Mayo Clinic lo ricordano chiaramente: «i sintomi del Covid e dell’influenza possono essere simili». Una constatazione che basta da sola a spiegare perché l’autodiagnosi non sia mai affidabile. Ci sono indizi che possono orientare, certo, ma l’unica certezza resta il test diagnostico.

Il raffreddore, in genere, si manifesta in maniera più graduale e con segni leggeri: naso che cola, mal di gola, qualche starnuto e una lieve tosse. Nulla di paragonabile all’influenza, che invece arriva bruscamente e abbatte il corpo con febbre alta, brividi, mal di testa intenso e dolori muscolari, costringendo spesso a letto per una o due settimane. Il Covid, a sua volta, può assomigliare all’influenza, ma con un ventaglio di sintomi più ampio: febbre, tosse secca, affaticamento, perdita di gusto o olfatto, in alcuni casi disturbi gastrointestinali e, nei quadri più gravi, complicazioni respiratorie che portano fino alla polmonite.

Il problema, però, è che nessuno di questi segnali è davvero univoco. Un mal di testa può appartenere tanto all’influenza quanto al Covid, una tosse secca può accompagnare un raffreddore come una malattia più seria. Per questo i test rimangono l’unico strumento capace di dare risposte affidabili. Dal PCR, considerato il gold standard, al più rapido ma meno preciso antigenico, fino agli esami specifici per i virus influenzali, il ventaglio delle possibilità è ampio, ma la raccomandazione resta una sola: sottoporsi a un controllo quando i sintomi non lasciano dubbi.

Nel frattempo valgono sempre le stesse regole di prudenza: rimanere a casa in caso di febbre o disturbi respiratori, ridurre i contatti, mantenere una buona igiene delle mani e indossare la mascherina se si deve uscire. E soprattutto non dimenticare l’arma preventiva più solida: la vaccinazione, sia contro l’influenza stagionale sia contro il Covid-19.

L’inverno porta inevitabilmente con sé raffreddori, influenze e virus respiratori. Non sempre si può evitare di ammalarsi, ma si può imparare a riconoscere i campanelli d’allarme, non cedere alla tentazione dell’autodiagnosi e ricorrere alla diagnosi precoce. È questa, alla fine, la strada più sicura per affrontare una stagione che, oltre ai freddi e alle piogge, porta anche il solito corteo di malesseri più o meno insidiosi.

je.fe.

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