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Piemonte NordOvest | 08 agosto 2025, 06:04

Due gemme nascoste tra le montagne di Condove

Il Torrione dell’Alpe Donà e il Truc Giulianera: due curiosità rocciose facilmente accessibili, ideali per escursionisti curiosi e famiglie avventurose

Sul Torrione dell'Alpe Donà

Sul Torrione dell'Alpe Donà

Montagne dalle forme inconsuete, arditi monoliti, rocce scolpite dall’umore del vento e della pioggia, plasmate nei secoli dalla vita stessa del nostro pianeta. A non più di 12 km da Condove, amena località della bassa Valle di Susa, e a meno di 50 km da Torino, si celano due autentiche meraviglie naturali: due gemme di roccia di forma bizzarra, nascoste dalla vegetazione e dagli alberi che le circondano.

Si trovano lungo la stradina che da Condove conduce al Colombardo, un valico secondario che collega la Valle di Susa con la Valle di Viù. Per chi arriva da Torino, l’accesso è semplice: si percorre la SS24 fino a Condove, poi si prosegue sulla SP200 attraversando le frazioni di Gagnor, Lyai, Dravugna, Prato del Rio e infine Alpe Donà.

Una volta parcheggiata l’auto, per raggiungere e salire queste formazioni rocciose è utile uno spezzone di corda, necessario solo per il Torrione Alpe Donà. Per il Truc Giulianera, invece, non serve, a meno che non si voglia condurre in cima bambini piccoli, dato che il tratto finale – seppur facile – è piuttosto esposto.

Il Torrione Alpe Donà, situato a 1570 metri, è un bellissimo obelisco roccioso che si erge imponente davanti all’alpeggio di Alpe Piana. Il dislivello complessivo è minimo, appena 30 metri, e l’avvicinamento è quasi nullo: si arriva in auto fino a circa 1550 metri. Il tempo complessivo per la salita e la discesa è di circa un’ora, comprese cinque minuti di sosta panoramica in vetta.

L'Alpe Donà

La salita comincia dalla base dell’obelisco, sul versante a monte. Un primo salto verticale ma ben appigliato (grado IV-) consente di superare circa 15 metri fino a uno spiazzo. Da qui, un secondo breve risalto (grado II), esposto sul vuoto, conduce alla piatta e panoramica vetta. La discesa avviene lungo lo stesso percorso, con una calata su corda di 20 metri.

Poiché l’accesso è comodo e adatto anche a veicoli non fuoristrada, si consiglia di abbinare questa salita a quella della vicina Punta o Truc Giulianera, curiosa formazione che si scorge parzialmente durante escursioni nei dintorni (Punta Sbaron, Tomba di Matolda, Alpe Donà).

Una volta tornati all’auto, ci si incammina verso la Roc Giulianera. Si abbandona la strada sterrata svoltando a destra e si prosegue per prati, puntando all’anticima ben visibile. La si può raggiungere direttamente su roccia oppure aggirare sul versante settentrionale, accedendo a un costone erboso che porta alla cima vera e propria. Il rientro si effettua per lo stesso itinerario, evitando i tratti più esposti. Il tempo totale, andata e ritorno con sosta in vetta, è di circa due ore.

La salita verso Truc Giulianera

Due mete poco conosciute ma sorprendenti, perfette per una giornata di scoperta tra natura, geologia e piccoli gesti di esplorazione. Perché anche vicino a casa, le montagne sanno ancora raccontare storie straordinarie a chi ha occhi – e piedi – per ascoltarle.

Lodovico e Walter Marchisio

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