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CULTURA | 07 luglio 2024, 20:00

Papa preoccupato per lo stato di salute della democrazia

Papa Francesco, nel suo primo discorso al Centro Congressi di Trieste, ha affermato con forza che "l’indifferenza è un cancro della democrazia", invitando alla partecipazione attiva che va allenata con solidarietà e sussidiarietà

Papa preoccupato per lo stato di salute della democrazia

La democrazia, per il Pontefice, non gode di buona salute, e questo è motivo di preoccupazione perché il bene dell’uomo è in gioco. Francesco ha evidenziato l’importanza di costruire qualcosa di buono nel nostro tempo, prestando attenzione a chi è ai margini dei processi sociali.

Il Papa ha ricordato la Nota Pastorale del 1988 con cui la Chiesa italiana ha ripristinato le Settimane sociali, sottolineando come la crisi della democrazia attraversi diverse realtà e nazioni. Ha quindi invitato i cristiani di tutto il mondo ad assumersi la responsabilità delle trasformazioni sociali. La crisi della democrazia è vista come un cuore ferito, con esclusioni sociali che provocano sofferenza collettiva. Francesco ha criticato la cultura dello scarto che esclude i poveri, i nascituri, i fragili e altri gruppi vulnerabili, definendo il potere autoreferenziale come incapace di ascolto e di servizio.

Il Papa ha espresso preoccupazione per l'astensionismo elettorale, citando Aldo Moro e affermando che lo Stato è democratico solo se serve l’uomo e permette l’espressione e la partecipazione di tutti. La partecipazione non si improvvisa, ma si impara e si allena, anche nel senso critico verso tentazioni ideologiche e populistiche. Ha sottolineato l’importanza del dialogo fecondo tra cristianesimo, comunità civile e istituzioni politiche, liberandosi dalle ideologie seduttrici.

Francesco ha ribadito i principi di solidarietà e sussidiarietà, affermando che la democrazia richiede il passaggio dal "fare il tifo" al dialogare, e che ogni persona ha valore. Ha criticato le forme di assistenzialismo che non riconoscono la dignità delle persone, definendole ipocrite e nemiche della democrazia. L’indifferenza, secondo il Papa, è un cancro che allontana dalla partecipazione.

Il Pontefice ha poi elencato esempi di creatività come segni dell’azione dello Spirito Santo, citando chi assume persone con disabilità o le comunità energetiche rinnovabili. Ha sottolineato che queste iniziative richiedono partecipazione e cura del tutto, non solo beneficenza. La fraternità, per Francesco, fa fiorire i rapporti sociali e richiede il coraggio di pensarsi come popolo, coltivando sogni collettivi per il futuro.

Il Papa ha esortato a non cercare soluzioni facili, ma a impegnarsi per il bene comune, proponendo giustizia e pace nel dibattito pubblico. Ha criticato la manipolazione del termine democrazia, che deve essere legata ai valori della persona, della fraternità e dell’ecologia integrale. Ha invitato i cattolici a non accontentarsi di una fede marginale, ma a essere voce che denuncia e propone in una società spesso afona. Ha parlato dell’amore politico come forma di carità che permette alla politica di essere responsabile e di uscire dalle polarizzazioni.

Francesco ha concluso invitando il laicato cattolico italiano a seguire l’esempio di Giorgio La Pira, alimentando progetti di buona politica per far rinascere la speranza. Ha sottolineato l’importanza di avviare processi, piuttosto che occupare spazi, e ha esortato a promuovere la formazione politica e sociale dei giovani, favorendo il dialogo e le sinergie per il bene comune.

Il Papa ha benedetto i partecipanti, augurando loro di essere artigiani di democrazia e testimoni di partecipazione. Ha ribadito che il ruolo della Chiesa è coinvolgere nella speranza, perché senza di essa si amministra il presente, ma non si costruisce il futuro.

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