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ECONOMIA | 30 marzo 2024, 18:51

Anche in Valle lo sciopero nazionale dei supermercati alla vigilia di Pasqua

Rottura delle trattative con federdistribuzione: Niente rinnovo del contratto nazionale DMO

Anche in Valle lo sciopero nazionale dei supermercati alla vigilia di Pasqua

panorama del lavoro nel settore della distribuzione, si delineano due scenari contrastanti: da un lato, la positiva conclusione delle trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale del Lavoro, e dall'altro, la rottura delle negoziazioni per il medesimo settore, gestite da Federdistribuzione.

L'accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale del Lavoro per il settore Commercio, firmato dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil il 22 Marzo, costituisce un segnale di stabilità e progresso per i lavoratori del settore. Tuttavia, questa buona notizia è offuscata dalla mancanza di un accordo analogo nel settore seguito da Federdistribuzione.

Come risultato di questa rottura delle trattative, è stato proclamato uno sciopero per l'intero personale dipendente che opera in conformità con il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro della distribuzione Moderna organizzata, fissato per il 30 Marzo 2024.

Le aziende coinvolte in Valle d'Aosta includono importanti realtà come Carrefour, Docks, LIDL Italia, Brico, Acqua e Sapone, Cnbipel, A&O, CRAI, Famila, e INS. La decisione di Federdistribuzione di lasciare i lavoratori senza un contratto, replicando quanto accaduto in passate tornate contrattuali, evidenzia un atteggiamento di scarsa considerazione nei confronti del personale.

Dopo oltre cinquanta mesi dalla scadenza del contratto, l'atteggiamento irresponsabile di Federdistribuzione emerge in una serie di richieste che mirano a minare i diritti e le garanzie attualmente sancite nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Il piano proposto dalla DMO (Distribuzione Moderna Organizzata) sembra voler condurre il rinnovo del CCNL in una logica di scambio, offrendo un aumento salariale in cambio di un peggioramento delle normative e un incremento della precarietà lavorativa. Questo approccio non solo mette a rischio i diritti dei lavoratori, ma anche la dignità e la professionalità di coloro che operano nel settore, attraverso una possibile riduzione dei livelli di inquadramento.

"Mentre un'ala del settore della distribuzione celebra un accordo che promuove il benessere e la stabilità dei lavoratori, un'altra parte - commenta Raffaele Statti, segretario UilTuCs VdA (nella foto) - è alle prese con una situazione di incertezza e tensione a causa della mancanza di un accordo contrattuale. L'urgenza di trovare un terreno comune e garantire diritti e sicurezza per tutti i dipendenti della distribuzione rimane una sfida fondamentale per il futuro del settore".

pi/elca

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