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Chez Nous | 02 marzo 2024, 14:18

Le controversie reuniste

E’ inutile nasconderlo: la réunion dei movimenti autonomisti si può fare solo se sarà salvaguardata la poltrona dei decisori e non guardando agli interessi della comunità valdostana

Le controversie reuniste

Ecco il bel quadretto marzolino delle contese riunite! È chiaro come il sole che per alcuni la "reunion" dei movimenti autonomisti sia solo un'altra scusa per tenersi ben stretta la propria poltrona, come se fossero dei cani da guardia gelosi del loro posto preferito.

Guarda un po' in giro, nazionalmente parlando, il campo della sinistra è un vero e proprio giardino fiorito, ma occhio: fiorisce solo se si accontenta uno o l'altro leader. E qui in Valle d'Aosta, oh, la riunificazione degli autonomisti sembra una sorta di sitcom politica, dove accontentare i desideri di uno e di un altro sembra più importante che costruire qualcosa di veramente utile.

E guardate un po' i fatti! A cominciare dalle Europee, gli autonomisti sono persi in un mare di confusione solo per presentare una dannata lista Vallée d'Aosta. E che dire di quei tiri sotto la cintura dei tiratori scelti a caso che – a ragione - hanno sabotato il candidato unionista per la presidenza del Corecom? C’è da chiedersi se il nome del presente Corecon fosse concordato tra le forze di maggioranza.  

E non dimentichiamo le piccole beghe su chi dovrebbe prendere il posto di Augusto Rollandin nella Commissione Partitetica...

L'Union Valotaine vuole il suo candidato, pare Albert Laniece, ma guarda caso, lo vogliono anche gli altri autonomisti. Perch? non discutere invece che disputare una gara di ego politici che farebbe invidia a qualsiasi reality show!

Questi esempi illuminano perfettamente quanto sia lontano il giorno in cui questa réunion  fantasma diventerà realtà. È come cercare di catturare un miraggio: tutti ne parlano, ma nessuno sa davvero quando o se si materializzerà.

In mezzo a tutto questo caos politico non controllato, c'è un'opportunità d'oro per il centro regionalista. Pare siano in stato avanzato i lavori nel cantiere di Forza Italia che conta su  Pour l'Autonomie, Claudio Restano  e Stella Alpina, che rappresenta il  fil rouge che lega questo strano mix tra centro e autonomisti, per creare un nuovo polo.

Tutti corrono verso qualcosa, ma nessuno sa in che direzione, come i bambini in fila per la giostra al parco divertimenti. 

Bene fa la Coordinatrice di Forza Italiana, Emily Rini a dedicare tempo ed energie ad un progetto politico che potrebbe essere la novità concreta per  semplificare il quadro politico valdostano.

Nulla si sa di quanto sta facendo la tanto attesa commissione speciale dei dieci, incaricata di portare a termine la delicata opera di ricomposizione dell'area autonomista, sotto la prestigiosa bandiera dell'Union Valdôtaine.

A metà novembre il Comitato Federale del Leon Rampante ha designato con grande saggezza i suoi rappresentanti: Diego Bovard, Osvaldo Chabod, Daniele De Giorgis, Diego Empereur e Sylvie Hugonin. Dall'altra parte, i vertici di Alliance Valdôtaine e Mouv'-Vda Unie hanno scelto con altrettanta cura Alessandro Giovenzi, Patrizia Morelli, Sandro Nogara, Flavio Peinetti ed Eloïse Villaz.

Questa commissione, investita di "ampi poteri" e con l'incarico di operare "in piena autonomia", ha il nobile compito di elaborare normative finalizzate a favorire l'integrazione, un po' come il correttivo per il caffè delle sei del mattino. Oltre a ciò, dovrà dirigere la campagna elettorale unitaria per le imminenti elezioni europee del 6-9 giugno 2024, con la responsabilità di coordinare il tanto atteso Congresso che, in primavera, dovrebbe finalmente sigillare la definitiva ricomposizione dell'area. Oggi siamo al centro del camin tra il momento della nomina della commisione e le elezioni elezioni europee, ma non se ne sa nulla come nulla si sa del congresso per la ricomposizione delle aree.

Per questo è diffusa la convinzione che la réunion tra Uv, Alliance Valdôtaine e Mouv'-Vda Unie Uv è a rischio, le divisioni interne mettono a repentaglio tutto il progetto autonomista. Ma chi se ne frega, no? Basta che la mia poltrona sia al sicuro!

E così assestiamo ad un bel giochino di equilibrismo politico in Valle d'Aosta! La réunion sembra un vero e proprio circo a rischio con tutte queste divisioni interne che mettono in pericolo l'autonomia.

Gli autonomisti valdostani si trovano a dover affrontare una sfida epica: costruire un'allegra alleanza politica che vada oltre a sommare due più due e che, invece, si basi su valori e progetti condivisi. Chiaro, no? Prima di tuffarsi a capofitto nelle fredde cifre, sembra che sia meglio prendere in mano il quaderno per disegnare qualche cuoricino e scrivere le regole del gioco che ci uniscono, individuare le proposte da condividere e dirigere l'attenzione verso i blocchi sociali specifici.

Ma ahimè, sembra che questo approccio, così orientato al futuro, faccia fatica a trovare terreno fertile.

Finora, i tentativi di creare un "campo autonomista" hanno mostrato i limiti di una strategia che sembra basarsi solo sul contare le pecore, come dimostrato dalle elezioni in Sardegna.

Nonostante una vittoria risicata del centrosinistra, sembra proprio che trasformare un successo locale in un trionfo nazionale sia più difficile che insegnare matematica ai gatti.

Guardate un po' la storia politica recente della Valle d'Aosta! Alleanze costruite su fondamenta traballanti hanno portato solo a governi instabili e fugaci come il mitico governo di Pierluigi Marquis, l'uomo che allora era della Stella Alpina, che ha retto le redini della regione per un po' di mesi, giusto il tempo di trovare i mitici 25mila euro (dei quali nessuno ha scoperto la proprietà e la provenienza) in un’intercapedine della scrivania dei presidenti.

Insomma, sembra proprio che le vittorie politiche non si possano raggiungere solo con qualche trucco di prestigio. È meglio evitare i litigi interni e costruire alleanze su principi solidi come le rocce delle montagne valdostane.

piero.minuzzo@gmail.com

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