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ECONOMIA | 08 febbraio 2024, 15:00

Vendite al dettaglio, Istat: nel 2023 più 2,8% in valore ma meno 3,7% in volume

Nel 2023 le vendite al dettaglio aumentano del 2,8% in valore ma diminuiscono del 3,7% in volume

Vendite al dettaglio, Istat: nel 2023 più 2,8% in valore ma meno 3,7% in volume

Nel complesso del 2023 le vendite al dettaglio in valore crescono del 2,8% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alla componente dei beni alimentari.

Flettono, invece, i volumi (-3,7%), con andamenti sostanzialmente analoghi per alimentari e non alimentari. È quanto evidenzia l’Istat fotografando l’andamento delle vendite al dettaglio nel 2023 e a dicembre dello scorso anno. Sempre sul totale del 2023 crescono dell’8,2% le vendite in valore nei discount di alimentari. Per i Consumatori il dato è unico: gli italiani spendono di più per comprare, e mangiare, di meno.

Le variazioni tendenziali del 2023 indicano infatti un calo dei volumi degli alimentari del 3,9%. A dicembre 2023 le vendite al dettaglio diminuiscono su base mensile dello 0,1% in valore e dello 0,5% in volume. Sono in diminuzione le vendite dei beni alimentari in valore e in volume (rispettivamente -0,2% e -0,9%) e quelle dei beni non alimentari in volume (-0,2%), mentre sono stazionarie quelle in valore.

Nel confronto annuale, sempre a dicembre 2023 le vendite al dettaglio aumentano dello 0,3% in valore e registrano un calo in volume del 3,2%. Le vendite dei beni alimentari crescono del 2,2% in valore e diminuiscono del 3,5% in volume; quelle dei beni non alimentari calano sia in valore (-1,1%) sia in volume (-3,0%).

La flessione sui beni non alimentari riguarda quasi tutti i prodotti. Le uniche voci in aumento (in valore) sono i Prodotti di profumeria, cura della persona (+4,3%) e, di poco, foto-ottica, pellicole e strumenti musicali, cartoleria libri giornali e riviste (rispettivamente più 0,3% e più 0,2%) mentre registrano il calo più consistente Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-4,1%).

La riduzione in volume del 3,7%, accompagnata dall’aumento in valore del 2,8%, significa che “al netto dell’inflazione e considerata la spesa per consumi delle famiglie, gli acquisti sono calati in volume in media di -1.166 euro su base annua a nucleo”.

Quindi gli italiani hanno speso di più per acquistare meno!

Bruno Albertinelli

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