Le Messager Campagnard - 22 gennaio 2024, 22:39

Abbruciamenti agricoli: comunicazioni per la popolazione

È considerata una pratica agricola ordinaria, che deve essere effettuata al primo mattino per evitare che il vento possa disperdere le scintille ed innescare incendi

Abbruciamenti agricoli: comunicazioni per la popolazione

L’Assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali rende noto che l’abbruciamento dei residui vegetali è una pratica consolidata in Valle d’Aosta, come del resto in molte altre parti d’Italia e non solo. È considerata una pratica agricola ordinaria, che deve essere effettuata al primo mattino per evitare che il vento possa disperdere le scintille ed innescare incendi

A tal proposito si ricorda ai sensi della normativa vigente in materia (cioè il D.Lgs 152/2006 “Norme in materia ambientale” art. 182 comma 6 bis) sono ammessi gli abbruciamenti in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro, unicamente dei materiali vegetali di cui all’art. 185, comma 1, lettera f), effettuati nel luogo di produzione e utilizzati per il reimpiego, come sostanze concimanti o ammendanti, in quanto considerate normali pratiche agricole.

In sostanza:

  • È ammesso lo smaltimento tramite abbruciamento dei residui vegetali solamente quando derivanti dall’esercizio di attività agricole o di silvicoltura, con le limitazioni previste dalla normativa nazionale, regionale e comunale;
  • è vietato lo smaltimento tramite abbruciamento di prodotti derivanti da parchi e giardini (ad es. potatura della siepe del giardino di casa) poiché sono considerati RIFIUTI. Sfalci e potature di cui sopra, prodotti nell’ambito di un’attività di manutenzione del verde privato “fai da te”, quindi eseguita direttamente dal proprietario/affittuario, sono qualificati come rifiuti urbani e possono essere conferiti presso le isole ecologiche distribuite sul territorio regionale;
  • è importante ricordare che l’abbruciamento, seppur consentito a certe condizioni e con precise finalità, non è esente dal produrre impatti sull’ambiente, in particolare sulla qualità dell’aria, quindi in tutti i casi dov’è possibile, si invita a conferire gli stessi negli appositi centri di raccolta del verde o di prevedere un’area per il compostaggio.

In alternativa allo smaltimento tramite abbruciamento si rammenta, inoltre, che i residui vegetali possono essere impiegati:

  • mediante triturazione/riduzione di volume degli scarti finalizzata all’impiego agricolo
  • come pacciamante al posto della corteccia per la copertura del terreno
  • Utilizzo delle potature di vite nell’interfilare cosi da agire nel controllo delle malerbe;
  • L’interramento, limitatamente a particolari necessità del suolo e delle colture.

Al fine di dirimere eventuali dubbi si invita a prendere visione delle Linee guida per la corretta gestione degli abbruciamenti agricoli pubblicate sul sito internet istituzionale della regione nel mese di Agosto 2019, al seguente link  https://www.regione.vda.it/<wbr></wbr>territorio/ambiente/aria/<wbr></wbr>piano_aria_i/<wbr></wbr>lineeguidaabbruciamentiagricol<wbr></wbr>i_i.aspx

In sintesi, dedotti gli abbruciamenti effettuati nell’ambito delle normali pratiche agricole (la cenere deve essere effettivamente reimmessa nel ciclo di lavorazione del terreno e utilizzata come concimante o ammendate del terreno), non sono ammessi abbruciamenti effettuati al solo scopo di pulizia per disfarsi di residui che avrebbero potuto essere smaltiti in altro modo (es. tramite la raccolta del verde gestita dai Comuni o le Unités des Communes).

Infine, si segnala come noto, che nei periodi di massima pericolosità per gli incendi boschivi, dichiarati dal Presidente della Regione, qualsiasi tipo di abbruciamento è sempre vietato e verrà comunicato alle stazioni forestali nell’ottica di una buona collaborazione tra mondo agricolo e corpo forestale.

Si invita la popolazione, in ogni caso, a evitare di disperdere cenere ancora incandescente sul terreno.

red

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