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Salute in Valle d'Aosta | 14 gennaio 2024, 18:49

Appelli e preoccupazioni sulla gestione della struttura di Variney

LETTERA APERTA DI MARIA GRAZIA VACCHINA, SEGRETARIA REGIONALE CITTADINANAZA ATTIVA VDA

Maria Grazia Vacchina

Maria Grazia Vacchina

Pubblichiamo la lettera aperta giunta in redazione da Cittadinanzattiva Valle d’Aosta con la quale esprime profonde preoccupazioni e riceve appelli sulla gestione della Struttura di Variney, recentemente "esternalizzata" a una Cooperativa proveniente da fuori Valle.

Cittadinanzattiva, insieme al Responsabile valdostano del Tribunale per i diritti del malato, dott. Alessandro Fusaro, condivide segnalazioni gravi riguardanti ritardi ospedalieri, decessi e presunte condotte del personale che sollevano serie questioni etiche. Con la lettera CA VdA chiede una verifica urgente e dettagliata per garantire la sicurezza e l'efficacia del servizio erogato, evitando potenziali danni all'immagine del terzo settore valdostano

Al Direttore Generale AUSL VdA Massimo Uberti

e, p.c, all’Assessore sanità, salute e politiche sociali VdA Carlo Marzi

Gent.mo Direttore Generale,

                                                     giungono a Cittadinanzattiva Valle d’Aosta pesanti lamentele sulla gestione della Struttura di Variney, oggetto di recente ”esternalizzazione” in capo a Cooperativa proveniente da fuori Valle, ampiamente pubblicizzata dai competenti vertici AUSL VdA e RAVA ma anche pubblicamente discussa da personalità di settore.

Premesso che nemo ad impossibilia tenetur anche per quanto riguarda il primato indispensabile del servizio pubblico in campo sanitario (a garanzia di tutti e di ciascuno, soprattutto se appartenente a fasce deboli), preso atto quindi che una virtuosa alleanza tra pubblico e privato, soprattutto del terzo settore, può essere considerata e attuata come opportunità, spetta a chi assegna un servizio per gara non mirare (prima) soltanto al massimo risparmio e controllare (poi) che tutto si svolga a regola d’arte per quanto umanamente possibile, cosa che non sembra avvenire nel caso di specie.

Ci vengono segnalati decessi coincidenti con ritardi di giorni nell’ospedalizzare chi lamentava di star male e veniva liquidato come “persona agitata”, gravi conseguenze a rischio vita per analoghi meno reiterati ritardi nei confronti di persone competenti per pregressa attività lavorativa e quindi capaci di farsi valere. Insomma, sembra che si debba sperare sulla fibra forte dell’utente e non sulla competenza del personale  reclutato dalla Cooperativa di riferimento “Il Quadrifoglio”. E a poco serve pensare ai problemi di una struttura nata come microcomunità e divenuta poi  RSA a seguito di altre chiusure quando è in gioco la vita.

Infine, un particolare non secondario perché passibile di responsabilità a termini di codice non solo civile: da verificare se risponde al vero il fatto che personale già appartenente a Cooperative valdostane e successivamente assorbito dalla Cooperativa assegnataria, forse non adeguatamente fornita di camici, userebbe quelli di passate dipendenze lavorative con conseguente grave danno di immagine a carico del terzo settore valdostano e relativa responsabilità di chi pone in essere o non controlla simili condotte.

Si chiede pertanto adeguata cortese verifica con relativa sollecita informazione: anche al fine di evitare forme meno indolori di intervento e protesta. Cordialmente, anche a nome del Responsabile valdostano del Tribunale per i diritti del malato di CA VdA, dott. Alessandro Fusaro,

La segretaria regionale di CA VdA Mariagrazia Vacchina

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