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CISL VdA | 18 agosto 2023, 15:29

Per Cisl scuola Valle d’Aosta sulla questione del bonus formazione ai precari “la montagna ha partorito un topolino”

La Regione, nella legge regionale 18 del 2016, sul tema bonus annuale per la formazione si è limitata a recepire il testo della legge nazionale

Alessia Démé

Alessia Démé

La Cisl scuola Valle d’Aosta, preso atto che in data 16 agosto 2023 è stata pubblicata sul BUR la legge regionale n. 12 del 2 agosto 2023 (Variazione al bilancio di previsione della regione per il triennio 2023/2025), deplora il testo dell’articolo 55, che riguarda il riconoscimento dell’importo di 500 euro per la formazione ai docenti assunti a tempo determinato, poiché l’articolo di legge è stato formulato in modo da creare irragionevole disparità di trattamento tra chi ha fatto ricorso contro l’Amministrazione scolastica regionale per ottenere il bonus e chi non ha presentato ricorso e, comunque, è stata formulato in modo tale da creare una pregiudiziale per il futuro per tutti i docenti precari. 

Il bonus annuale di 500 euro è stato previsto con la legge 107 del 2015 (cosiddetta “Buona scuola”) e già al momento del recepimento della legge a livello regionale come sindacati scuola avevamo chiesto, inutilmente, che l’Assessorato all’Istruzione si facesse parte attiva per prevedere l’estensione anche ai docenti e educatori ed a tempo determinato.

La Regione, nella legge regionale 18 del 2016, sul tema bonus annuale per la formazione si è limitata a recepire il testo della legge nazionale. Si sono così susseguiti negli anni centinaia di ricorsi dei singoli precari, ricorsi patrocinati, peraltro, da tutti i sindacati scuola della Valle d’Aosta.

Gli esiti di tali ricorsi hanno visto la Regione soccombente e il giudice del lavoro ha concluso che “la natura temporanea del rapporto tra docente e Regione non incide sulla titolarità del diritto a ricevere la carta del docente: la stessa, infatti, spetta a tutti i docenti, anche a quelli assunti con contratto a termine, purché si trovino in una situazione analoga a quelli di ruolo.

A questo proposito, si ribadisce che costituisce, ormai, ius receptum il principio per cui la disparità di trattamento a sfavore dei lavoratori precari tra periodi di lavoro con contratti a termine e periodi di lavoro a tempo indeterminato, “non può essere giustificata dalla natura non di ruolo del rapporto di impiego, dalla novità di ogni singolo contratto rispetto al precedente, dalle modalità di reclutamento del personale nel settore scolastico e dalle esigenze che il sistema mira ad assicurare” (vds., ex multis, Cass., Sez. Lav., n. 31149/2019”. 

La richiesta unitaria e totalmente condivisa all’Amministrazione scolastica da parte dei sindacati scuola valdostani è stato di normare il diritto per tutti i docenti, di ruolo ed a tempo determinato nonché per gli educatori del “Convitto Chabod” (per i quali, ad onor del vero, le cause intentate presso il giudice del lavoro sono state ad oggi sfavorevoli), in modo da riconoscere ex lege il diritto ed evitare ulteriori esborsi per le spese legali all’Amministrazione, che è stata condannata a pagare le spese di soccombenza per tutte le centinaia di cause su tale tema.  In data 9 giugno 2023, su convocazione della Sovraintendenza agli Studi, si è svolta una riunione in cui le Organizzazioni sindacali scolastiche sono state ufficialmente informate che “nella prossima legge di assestamento regionale sono stati previsti a bilancio 2, 1 milioni di euro per chiudere il contenzioso del bonus docenti”.

Come OO.SS. scuola avevamo recepito allora con soddisfazione tale comunicazione, tanto più che anche il Governo nazionale con il “Decreto-Legge salva infrazioni” del 13 giugno 2023 ha esteso la carta docente anche ai precari al 31 agosto e che la Sovraintendenza ha comunicato che in Valle sarebbe stata erogata anche ai precari al 30 giugno, stante le sentenze a lo favorevoli.

Ora come Cisl scuola siamo a stigmatizzare il fatto che nella legge di assestamento di bilancio regionale del 2 agosto scorso all’articolo 55 comma 1è stato disposto che: “Ai docenti che, durante gli anni scolastici dal 2016/2017 al 2022/2023 compreso, sono stati assunti con contratto a tempo determinato con supplenza annuale fino al termine dell’anno scolastico di riferimento o di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche ed educative e che, alla data di entrata in vigore della presente legge abbiano presentato domanda giudiziale per il riconoscimento dell'importo di euro 500 di cui all'articolo 16 della legge regionale numero 18 del 2016 è riconosciuta su istanza dell'interessato una somma pari a quella prevista sulla base degli anni effettivi di supplenza al netto di interessi e rivalutazione monetaria e in ogni caso nei limiti dell';importo non ancora prescritto secondo la normativa statale vigente e in quanto non ancora corrisposto dall'amministrazione regionale anche in esecuzione di sentenze nonché subordinatamente quella rinuncia a spese compensate all'azione fatta valere e a qualsivoglia ulteriore futura pretesa avente medesimo titolo in correlazione alla rinuncia della regione a eventuali impugnazioni di sentenze nel frattempo emesse”. Il comma 2 del medesimo articolo recita: “Ai docenti valdostani precari invece che sono stati assunti con contratto di supplenza annuale o di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche che non hanno presentato domanda giudiziale è riconosciuta su istanza dell'interessato la medesima somma per la formazione delle suddette annualità subordinatamente alla rinuncia a qualsivoglia ulteriore futura pretesa avente medesimo titolo”.

Come Cisl scuola VDA riteniamo che inserire in legge la richiesta che i ricorrenti rinuncino al pagamento degli interessi e delle spese legali ed a futura qualsivoglia ulteriore pretesa sia un atto quantomeno offensivo nei confronti della categoria dei docenti precari: la Regione Valle d’Aosta stabilisce per legge che i docenti precari che hanno presentato ricorso per vedersi riconosciuto un diritto sancito dal giudice del lavoro debbano accollarsi le spese legali, benché il giudice del lavoro abbia disposto diversamente, e a giudizio di Cisl scuola è quantomeno incredibile imporre la rinuncia ad un eventuale futuro ricorso. In conclusione, sosteniamo che la pezza è peggiore del buco e, di conseguenza, consigliamo ai nostri iscritti e simpatizzanti di non aderire all’istanza di rinuncia prevista all’articolo 55 della sopracitata legge regionale. 

Alessia Démé segretaria Cisl scuola VDA

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