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Autonomie VdA | 18 febbraio 2023, 08:30

L’ITALIA DEVE DISTINGUERE IL DEBITO DALLE RISORSE DISPONIBILI

Non è certo facile per nessuno superare i potenti scogli della recessione senza pagare dazio: anche le vittorie, talvolta, hanno un costo che solo il tempo può smaltire

L’ITALIA DEVE DISTINGUERE IL DEBITO DALLE RISORSE DISPONIBILI

Ogni giorno il popolo italiano è convocato in un’assemblea ordinaria che ha un solo argomento all’o.d.g.: la situazione economica e sociale del Paese alle prese con bollette sempre più bollenti e con spese  al rialzo. Ed è una situazione che non nasce all’improvviso, ma che affonda le sue radici in un passato colmo di contraddizioni, di sfide perse e di occasioni perdute. Non è certo facile per nessuno superare i potenti scogli  della recessione senza pagare dazio: anche le vittorie, talvolta, hanno un costo che solo il tempo può smaltire.

Eppure l’Italia può farcela, può superare la contingente congiuntura economica se sa riparare i problemi con una oculata  gestione delle risorse pubbliche. Spendere bene, con attenzione agli sprechi, è già una importante forma di risparmio.  Il resto lo fa la stessa economia che, spesso, mostra di possedere nuove energie in grado di dare vitalità alla ripresa. Fiducia,  dunque, nell’Italia ed in specie nelle istituzioni, ma anche rigorosa attesa di tempi giusti e migliori per lanciarsi in avventure economiche portatrici di possibili sorprese.

Tutto è possibile se le basi di partenza sono costituite da onestà di intenti  e da umili pretese di crescita a misura d’uomo con servizi adatti alle svolte della società sempre in fermento. Quando senti, anche solo alla televisione, lanciare programmi futuribili roboanti e faraonici, occorre fare molta, molta attenzione per non cadere nella trappola del “déjà vu”. 

Troppe volte siamo passati nelle insidie di facili promesse per scoprire, poi, che siamo davvero soli dinnanzi al baratro di situazioni senza prospettiva e negative  sotto ogni punto di vista. Facciamo il nostro dovere di cittadini contribuendo al successo del Paese, ma non illudiamoci di farlo presto e facilmente perché gli ostacoli sono molti e perché non basta riempirsi di slogan europei per abbracciare sul serio la linea di un riscatto continentale.

Meglio partire da una concezione che vede al centro dell’impegno comune il destino migliore per l’Italia, che sognare di essere proprio noi gli artefici del miracolo Europeo.

E’ un miracolo che ha tempi lunghi e che può anche aspettare, ma l’importante è sapere che l’Italia ha tutte le carte in regola per la competizione, quella vera, che sa distinguere il debito pubblico dalle risorse disponibili.  gianfrancofisanotti@gmail.com;

gianfrancofisanotti@gmail.com

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