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AGRICOLTURA | 03 dicembre 2022, 09:28

Alberto Levi ambasciatore Cervim

“Tastevin, Gemme e Quattro Viti” 2023 L’Associazione Italiana Sommelier Valle d’Aosta annuncia i vincitori delle “Quattro Viti” della Guida Vitae 2023

Alberto Levi ambasciatore Cervim

Alberto Levi, presidente AIS VdA, nella giornata di venerdì 2 dicembre è stato nominato a Torino Ambasciatore del Cervim nel mondo. Si tratta di un riconoscimento prestigioso e del valore della professionalità AIS anche all'interno del Cervim.

Alberto Levi, oltre a rappresentare tutto il Paese insieme ad un altro ambasciatore di Trento, unici italiani ad avere questo incarico, darà lustro alla Valle d’Aosta grazie alla sua professionalità e alle competenze acquisite sul campo negli anni nel mondo vitivinicolo.

 

“Tastevin, Gemme e Quattro Viti” 2023

L’Associazione Italiana Sommelier Valle d’Aosta comunica che nella giornata di giovedì 24 novembre 2022 è stata presentata ufficialmente la Guida Vitae 2023. “Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto e dell’impegno di tutti i sommelier AIS che anche quest’anno hanno contribuito alla Guida Vitae 2023 – spiega Alberto Levi, Presidente AIS VdA – sono mesi di lungo lavoro che portano a degustare molti vini della nostra Regione e che vedono la sintesi nella Guida annuale della nostra Associazione”.

Cantine Valdostane e vini che hanno ottenuto le “Quattro Viti” nella Guida Vitae 2022:

Rosset Terroir VALLE D’AOSTA SYRAH 870 2020

Didier Gerbelle ROSSO L’AINÉ 2019 - La Vrille VALLE D’AOSTA CHAMBAVE MUSCAT FLÉTRI 2020

Ottin VALLE D’AOSTA PINOT NERO L’EMERICO 2019

Ermes Pavese VALLE D’AOSTA BLANC DE MORGEX ER DE LA SALLE PAS DOSE PAVESE XLVIII 2016.

Tra le Gemme del 2023 è presente il Pinot Nero L’Emerico 2019 di Ottin.

Un premio riservato ai vini che hanno ottenuto più di 95 punti nelle degustazioni alla cieca.

Ad ottenere il Tastevin 2023, invece, è stato il Valle d’Aosta Blanc de Morgex et de La Salle Pas Dosé Pavese XLVIII del 2016, dell’azienda Ermes Pavese.

La motivazione: “Ermes Pavese può vantare almeno due meriti: essere riuscito ad allevare a piede franco un vitigno quale il prié blanc, qui saldamente abbarbicato tra i 900 e i 1200 metri d’altezza, e averlo declinato in dieci tipologie diverse, compreso questo eccellente Metodo Classico”.

red/cela

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