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ATTUALITÀ | 27 novembre 2022, 19:48

Riaperto il Castello di Saint Pierre

Tutto lo splendore del Museo naturalistico Efisio Noussan

Foto Giorgio Prodotti

Foto Giorgio Prodotti

Lo scorso anno, per Natale, la Regione Valle d'Aosta aveva fatto trovare sotto l'albero ai valdostani e ai turisti la riapertura del castello di Aymavilles. Quest'anno, il "cadeau" si sposta di appena qualche centinaio di metri in linea d'aria. Dopo 14 anni di restauri e un importante lavoro di riallestimento, il castello di Saint-Pierre è tornato ad accogliere i visitatori. E con lui il suo "gioiello", il museo regionale di scienze naturali Efisio Noussan, che proprio all'interno del fiabesco maniero ha ritrovato la sua casa. 

"Questo castello ha una doppia valenza- spiega il presidente della Regione, Erik Lavevaz, nella sua veste di assessore ad interim all'Ambiente-, perché da un lato rientra nella rete dei castelli valdostani visitabili e dall'altro presenta un contenuto molto particolare, il museo di scienze naturali, completamente rinnovato, tecnologico, con delle possibilità di visita interattiva che sarà un piccolo gioiello anche dal punto di vista naturalistico per la nostra regione".

Dall'ultimo orso abbattuto in alta Valle nel 1917 e imbalsamato alla passeggiata notturna in una foresta a grandezza naturale -dove i versi di uccelli, caprioli, cervi e altri animali si mescolano al fruscio del vento, a ombre e suoni misteriosi- il castello-museo, con le sue 16 sale e le sue 15 postazioni interattive, diventa una vetrina del patrimonio naturalistico valdostano, tutta da scoprire. A partire dalla storia delle famiglie che fin dal Medioevo lo hanno abitato.

"Il nuovo allestimento- spiega Santa Tutino, direttrice del museo- è tutto giocato sul binomio castello-museo. Da una parte c'è la storia del castello, uno dei più conosciuti della regione, e delle famiglie che lo hanno trasformato nel corso dei secoli e dall'altra il tema del museo di scienze naturali. La prima sala è dedicata interamente alla storia del castello e si possono apprezzare gli stemmi e i lavori di restauro che sono stati fatti, mentre dalla seconda sala il visitatore avrà le informazioni sia sul castello sia sul tema museo di scienze naturali".

Dopo la sala degli stemmi, il viaggio continua nella sala delle differenze, che mette in mostra i tanti ambienti valdostani, dai vigneti e gli ulivi della bassa Valle alla calotta glaciale del Monte Bianco. Seguono la sala del tempo, un omaggio allo storico museo di scienze naturali istituito dall'imprenditore valdostano Efisio Noussan nel 1985, quella dedicata alle miniere valdostane, alle sue montagne, all'acqua, alla foresta, alle praterie e ai ghiacciai. La storia torna protagonista nelle sale dedicate agli "abbés savants", i preti scienziati dell'Ottocento e del Novecento, e al padrone di casa, Noussan, esponente della Société de la Flore Valdôtaine, a cui appartengono la maggior parte delle collezioni del museo.

Dopo aver giocato, di sala in sala, con mappe 3D, touch screen, maxischermi ed effetti speciali, si approda nella sala delle emozioni, rapiti dagli splendidi panorami proiettati sulle pareti. Un viaggio che coinvolgerà tutti, turisti e residenti, bambini e adulti, fino agli studenti. "Il nostro intento- aggiunge Tutino - è quello di restituire al territorio un castello ma anche una centralità al museo regionale di scienze naturali che è già operativo da diversi anni nella sua sede operativa di La Salle, ma che adesso, grazie alla riapertura della sua sede espositiva, acquista una dimensione completa e complessa. Ci rivolgiamo non solo ai turisti ma anche alle scuole, a cui siamo molto felici di poter offrire l'utilizzo di un'area didattica nelle vicinanze del castello per poter approfondire dopo la visita, alcuni argomenti".

I lavori di restauro e riallestimento sono costati 10 milioni di euro, finanziati con risorse regionali, statali ed europee. Con la riapertura del castello di Saint-Pierre e del suo museo si restituisce alla comunità valdostana un altro pezzo della sua storia e del suo patrimonio scientifico e culturale. Con ricadute economiche e turistiche importanti e opportunità di crescita per l'intera regione, a partire da Saint-Pierre.

"Noi come nuova amministrazione vediamo in questa apertura una colossale opportunità- dice il sindaco, Andrea Barmaz (nella foto) -. L'afflusso prevedibile è di decine di migliaia di persone all'anno che potranno anche visitare, oltre al castello e al museo, l'altro nostro castello di Sarriod de La Tour, il priorato e la splendida collina di Saint-Pierre che sale fino alla vetta del Mont Fallère. Un vasto territorio con sentieristica, possibilità di fare escursionismo e un'ospitalità che dovrà comunque crescere, perché l'offerta per il momento è un po' stretta, ma diamo tempo al tempo".

 

red

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