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Chez Nous | 20 novembre 2022, 12:00

Aprono i supermercati e chiudono i negozi di vicinato

Le associazioni di categoria si girano dall’altra parte e tacciono, a loro basta incassare la quota associativa. La politica latita per mancanza di progettualità, fantasia e iniziativa

Aprono i supermercati e chiudono i negozi di vicinato

Dei paesi non parliamo perché lo spopolamento è più che evidenti; i negozi di vicinato sono pressoché inesistenti. Nei centri urbani sono più numerose le serrande abbassate di quelle alzate. I cartelli vendesi e affittasi sono oramai più numerose delle insegne commerciali.

Anche ad Aosta, come in tutte i comuni più grandi della Valle, è evidente la difficoltà di molti negozi. Gli esercizi che chiudono sono sempre più visibili lungo le strade commerciali che sono al limite della desertificazione.

Chiudono anche esercizi che hanno avuto in passato una dimensione economica più che dignitosa, che avevano spesso una lunga tradizione. La crisi in corso e il calo delle vendite spiegano solo in parte le chiusure.

Aprono ipermercati in ogni dove e centri commerciali spuntano come i funghi. Ma i negozi di vicinanza chiudono e molte famiglie finiscono su lastrico. Ma dalle associazioni di categoria solo silenzio; tacciono, costituiscono sindacati, nominano responsabili di categoria che rappresentano  se stessi o poco più, incassano le quote associative. Il tutto all’insegna del chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato.

La crisi in corso accelererà anche il fenomeno da tempo in essere di localizzazione delle attività commerciali, contenitori  in grado di attrarre clientela. Ma nessuno pensa alla valenza dei negozi di vicinato soprattutto oggi che la popolazione diventa sempre più anziana con crescenti difficoltà di movimento e autonomia.

Ad Aosta c’è solo viale Conte Crotti che  è un esempio di aggregazione commerciale di via che svolge una funzione di vicinato. È un esempio che potrebbe essere esteso ad altre vie o micro centri commerciali a cielo aperto, ma la politica è in ritardo.

Se si vuole salvare il salvabile per quelle di vicinato si devono realizzare iniziative mirate, in grado di dare economie esterne come: pedonalizzazioni, arredo urbano, parcheggi a chi voglia aprire un negozio e agli acquirenti.

I negozi di vicinato sono una risorsa e un patrimonio da valorizzare. E se la politica tace e le associazioni di categoria fingono di non vedere, siano i cittadini non abbandonarli  perché la concorrenza dei centri commerciali mette in crisi e spesso porta alla chiusura.

La contrazione dei consumi, unita alla spietata concorrenza dei grandi centri commerciali, ha determinato la chiusura di toppi piccoli negozi. Urgono iniziative per incentivare i cittadini a servirsi dei ‘negozi di vicinato”, ovvero quelle attività che tradizionalmente contraddistinguono il commercio nelle nostre valli e nel fondovalle.

I  negozi di vicinato costituiscono un patrimonio identitario irripetibile, che sommato al patrimonio artistico e culturale di tutto il territorio saranno motivo di attrattività turistica e commerciale ben sapendo che le periferie e le frazioni sono protagoniste al pari del centro dei nostri comuni.

piero.minuzzo@gmail.com

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