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FEDE E RELIGIONI | 18 novembre 2022, 08:00

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Il vescovo di Urgell, delegato per la liturgia della Conferenza Episcopale Tarraconense, annuncia la terza edizione del Messale Catalano

Il vescovo - arcivescovo Vives i Sicilia

Il vescovo - arcivescovo Vives i Sicilia

La terza edizione del Messale in lingua catalana, con una serie di piccole modifiche sulla base di quanto disposto da Papa Francesco nella Magnum Principium sulle traduzioni liturgiche, verrà promulgato con il Nuovo Anno Liturgico 2023. Lo annuncia, in una lettera pastorale, l’arcivescovo Joan Enric Vives Sicilia, vescovo di Urgell e co-principe di Andorra, ma soprattutto nella sua funzione di delegato per la Liturgia della Conferenza Episcopale Tarraconense.

Questa, fondata nel 1969, sempre presieduta dall’arcivescovo di Tarragona, unisce le diocesi suffraganee di Tarragona e Barcellona e riunisce tutti i vescovi dei territori della Catalogna. I vescovi, a partire dall’arcivescovo Vives Sicilia, sono generalmente sostenitori dell’indipendenza della Catalogna dalla Spagna, ma soprattutto dell’uso del catalano come lingua liturgica, per essere più vicini alla popolazione locale che utilizza il catalano come prima lingua.

È una scelta in linea con il Concilio Vaticano II, che promuove le culture locali. Per esempio, i vescovi ungheresi hanno approvato un messale in lingua romanì per andare incontro alla popolazione rom, mentre in Sardegna ogni anno si celebra la Messa in lingua limba durante Sa die de sa Sardegna, una iniziativa che dovrebbe presto portare alla pubblicazione ufficiale del Messale. Tra l’altro, la questione sarda è quella più vicina a quella catalana, considerando che il dialetto di Alghero è effettivamente “catalano”.

Cosa scrive, dunque, l’arcivescovo Vives Sicilia nella lettera in cui annuncia la pubblicazione del Messale in lingua catalana? L’arcivescovo sottolinea che “tutto il popolo di Dio deve sentirsi invitato a ricevere e accogliere questa nuova edizione del Messale come un dono per la Chiesa”, e che questa nuova edizione è “una opportunità per il popolo di Dio, i ministri e i fedeli, per riscoprire il profondo sentimento dell’Eucarestia”.

Insomma, la nuova edizione in lingua catalana del Messale Romano “ci aiuterà a realizzare che l’ars celebrandi non si può ridurre alla mera osservazione di alcune norme, né ad esercitare una creatività senza regole”. Piuttosto, permetterà di meglio celebrare l’Eucarestia.

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