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ECONOMIA | 18 novembre 2022, 10:41

Protesta degli edili contro datori lavoro

"Pproclameremo lo stato di agitazione del settore che partirà con assemblee per arrivare alla mobilitazione regionale"

Protesta degli edili contro datori lavoro

"Ora basta fare melina sulla tempistica. Si proceda con il rinnovo contratto collettivo regionale del lavoro". I sindacati degli edili sbottano e dicono stop al tergiversare di Confindustria sezione edili, CNA e Confartigianato.

In una nota definiscono: " Incomprensibile, inaccettabile e non più tollerabile, l’atteggiamento di Confindustria sez.edili , CNA e Confartigianato per lo stallo del rinnovo del contratto regionale, che i lavoratori attendono da cinque anni”.
 
Nella piattaforma, inoltre, chiedono di riconoscere la produttività del settore in Valle d’Aosta, rivendicando " una migliore condizione economica dell’indennità sostitutiva del pasto, una maggiore incisività sul tema della sicurezza con il potenziamento dell’istituto degli RLST, una maggiore icasticità nella lotta al lavoro nero e al dumping contrattuale".

Più in generale, il sindacati degli edili chiedono "maggiore lungimiranza sul futuro del settore e sulle regole di appalto che salvaguardi il lavoro e la sicurezza con maggiori investimenti per la formazione, rivolta a imprese e ai lavoratori . Vogliamo che venga valorizzato il tessuto sano delle imprese sul  territorio senza tralasciare gli aspetti legati a un maggiore ruolo degli enti bilaterali a sostegno dei lavoratori e delle imprese del settore".
 
IL PUNTO SULL'EDILIZIA 

"L’ultimo triennio - sottolineano le Organizzazioni sindacali - ha visto una crescita del settore grazie al bonus 110 e gli investimenti regionali. Un risultato ottenuto grazie anche all’impegno delle parti sociali che attraverso gli accordi istituzionali sottoscritti vede l’85% dei lavori in procedura negoziata assegnata alle imprese della Valle d’Aosta. Un trend positivo di presenze di lavoratori registrati presso la cassa edile valdostana, che vede passare la massa salari da 47.500.000 euro  nel 2021  a 55.000.000 euro nel 2022. Una crescita sostenuta anche per effetto degli interventi nazionali sul caro prezzi e dall’adeguamento del prezziario regionale.    I sindacati chiedono: "Responsabilità e rispetto per i 2300 lavoratori del settore. Per queste motivazioni vogliamo risposte, in tempi brevi, altrimenti proclameremo lo stato di agitazione del settore che partirà con assemblee per arrivare alla mobilitazione regionale".

red.eco.

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