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Autonomie VdA | 18 ottobre 2022, 07:30

RUMORI DI FONDO: PRESTO FINIRA’ LA BALDORIA DEI LUOGHI COMUNI

Sono rumori di fondo che si avvertono nei comizi dell’economia reale dove basta un’impressione per far salire i costi della vita di intere Nazioni

RUMORI DI FONDO: PRESTO FINIRA’ LA BALDORIA DEI LUOGHI COMUNI

Sono rumori di fondo quelli che sentiamo oppure echi di parole spinte oltre il silenzio che avvolge questi tempi oscuri, così pieni di minacce? . Presto finirà la baldoria dei luoghi comuni e volgeremo lo sguardo verso i girasoli. È ovvio, la gente, la cifra umana delle Nazioni, ha paura: sente e vive a paura dopo i timori di un finale senza scampo.

Le parole, si sa, non urlano ma entrano nella carne viva di chi ha fatto pace con i luoghi comuni e vuole invece costruire un futuro per i propri figli. Le guerre non lasciano sul campo né vinti né vincitori, perché anche chi vanta la vittoria deve poi fare i conti con la costruzione di una pace duratura e non è detto che la sua sia una vittoria definitiva, perché i conti si fanno con la Storia ed essa cammina con altre velocità, indifferente come sempre agli umori del momento.

Già, rumori di fondo che danno fastidio alle coscienze di chi si sente chiamato in causa pur essendo lontano, molto lontano, dagli altari della guerra. Sono rumori di fondo che si avvertono nei comizi dell’economia reale dove basta un’impressione per far salire i costi della vita di intere Nazioni.

Sono rumori di fondo che saltano fuori dai luoghi comuni, dalle dicerie e dall’aria che avvolge la cronaca dei fatti mescolati alle notizie del fronte di guerra per divenire sentire popolare, paura diffusa, timore del peggio, pessimismo sui giorni a venire.

Sono rumori che annunciano la stanchezza della gente verso il perdurare di una situazione essendo imperativa la pace, la fine di questo triste trambusto di sangue e di morte che non porta da nessuna parte e che non convince nessuno perché i cittadini d’Europa anelano al progresso ed alla convivenza civile.

Mentre cadono le bombe e la gente fatica a fare la spesa, alla National Gallery di Londra due ragazze hanno imbrattato i “Girasoli” di Vincent Van Gogh denunciando lo sfruttamento del petrolio e di altri idrocarburi. Non è la prima volta che la protesta si schianta su opere d’arte, mentre dovrebbe essere rivolta altrove.

E’ un sintomo della decadenza dei valori, di quella stessa asfissia che coinvolge il potere nei suoi assestamenti rumorosi, sempre ostili alla vita normale della gente comune, quella che vuol vivere in pace. Diceva bene Licurgo, figlio di Licofrone del demo di Butade, oratore di Atene: “Gli uomini liberi non devono correre dietro a ciò che piace agli schiavi”.

 

gianfrancofisanotti@gmail.com

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