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Chez Nous | 27 luglio 2022, 05:00

Va tutto bene…

…Mica tanto.

Va tutto bene…

…Mica tanto. La questione non è chi ha ragione o torto. La questione è che il tutto sarà sottoposto ad un terzo grado di giudizio. La questione è che l’Uv considera il Savt la sua cinghia di trasmissione e la questione è che questo non va bene.

Non va bene perché con tutti i problemi che ci stanno soffocando l’Uv trova il tempo per esprimere solidarietà al Savt che ha perso una causa ed è stato condannato risarcire Cisl e Uil.

In un momento come questo confondere il Savt con i sindacati del Friuli Venezia Giulia e della Provinca di Bolzano è quanto mai azzardato. Sicuramente il Savt non è espressione dei lavoratori della minoranza linguistica anche perché nel mondo del lavoro in Valle non esiste la minoranza linguistica. In Valle d’Aosta, infatti, la lingua francese è parificata a quella italiana. Mentre in Friuli Venezia Giulia e Bolzano ci sono posti di lavoro riservati alle varie minoranze e quindi, i sindacati delle minoranza, difendono i diritti per propri iscritti che appartengono a minoranze ben precise.

Nessuno mette in dubbio la rappresentatività del Savt ma a sostenere che espressione della minoranza linguistica ne passa. Ad appartenere alla minoranza culturale francofono saranno poche decine e meno ancora sono gli iscritti che fanno uso corrente del francese. Altri sindacati hanno lo statuto declinato in francese nel rispetto proprio del bilinguismo, ma essere rappresentanza culturale è bel altra cosa.

La questione è difficile da spiegare ma nella sostanza è questa. Un anno fa, il SAVT ha adito il Tribunale di Aosta contro il Conservatoire de la Vallée d'Aoste, accusandolo di aver applicato in maniera forzata la Banca d'Ore, e di aver interrotto le trattative e costituito un separato tabella per il solo SAVT, non averlo ammesso alle trattative sul sistema di valutazione del personale amministrativo, non avergli inviato documenti nonostante un regolare istanza di accesso, aver stabilito un accordo sulla valutazione delle prestazioni del personale amministrativo nonostante le eccezioni procedurali effettuata dalla SAVT e di aver interrotto le trattative per la redazione del contratto integrativo aziendale.

Il Savt ha perso la causa perché, secondo il giudice, il SAVT non sarebbe neppure un'Associazione sindacale costituita tra lavoratori appartenenti ad una minoranza linguistica presente in Valle d'Aosta. Infatti al Savt aderisce chiunque senza distinzioni di cultura, lingua e appartenenza etnica; così come avviene in tutti gli altri sindacati.

Ora che l’Uv dica che la sentenza costituisce in pratica una grave minaccia alla nostra autonomia perché nega l'esistenza stessa del nostro particolarismo linguistico e culturale, è come prendere lucciole per lanterne.

La difesa e la valorizzazione dell’Autonomia si svolge in ben altri fronti più seri e non già su questione meramente sindacali.

L’Uv è un paio di mesi che deve dare le risposte a chi si è seduto al tavolo per la soluzione della crisi in Regione.

L’ultimo Comité ha chiuso la porta alla Lega, ma qualche notabile unionista spera di riportare i leghisti al centro del quadro politico valdostano e così si aspetta a dare le risposte. Ora è capitata anche la crisi di Governo che ha portato alle elezioni anticipate; ma l’Uv nulla ha fatto sapere di come intendersi muoversi. Si è limitata a ringraziare il Senatore Albert Laniéce il quale ha annunciato che non intende proporre la sua candidatura.

Tutto questo mentre i pifferai e venditori di tappeti, madonnari e pataccari ci stanno facendo precipitare nel burrone.

Da noi ci si preoccupa delle sentenze di carattere sindacale quando è urgente creare un’alleanza che vuole la Valle d’Aosta protagonista in un parlamento federalista e, per quanto ci riguarda, autonomista. Indipendentemente dalle diatribe sindacali.

piero.minuzzo@gmail.com

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