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ATTUALITÀ POLITICA | 25 luglio 2022, 05:00

Venditori di tappeti

Sono già in pista con l’esibizione di madonne e immagini religiose, in sé raccapricciante. Il tutto in attesa dei comizi con il rosario in mano, una via di mezzo tra Peron, Padre Pio

Venditori di tappeti

La campagna elettorale è aperta e ne tendone della politica barnum sono già scesi in posta nani, ballerini, pagliacci, ballisti, contaballe, illusionisti e parolai. Vale a dire la vergognosa compagnia  politica che è riuscita a mandare a casa senza motivo un grande presidente del Consiglio, una personalità che dava prestigio all’Italia.

Sono già in pista con l’esibizione di madonne e immagini religiose, in sé raccapricciante. Il tutto in attesa dei comizi con il rosario in mano, una via di mezzo tra Peron, Padre Pio. Insomma sono già in pista  i barbari, quelli dei citofoni alla ricerca di presunti spacciatori. Ma siamo in attesa dei venditori di tappeti che in tv presentano la loro mercanzia: taglio delle tasse, condoni fiscali (alla faccia degli onesti che le tasse le pagano), pensioni a mille euro (costo stimato 60 miliardi), ma non dicono come fare e come reperire i fondi in un bilancio che presenta il debito pubblico più alto in Europa. E poi i prestigiatori che ficcano la mano nel sacco del mercante di sabbia, quello stesso sacco dell’«avete capito bene, aboliremo l’Ici» e delle dentiere gratis ricorda Mario Lavia che su Linkiesta scrive: “A poche ore dall’uscita di scena dell’italiano più autorevole nel mondo insomma torna il peggio di entrambi gli schieramenti come fossimo in un gigantesco blob degli anni Novanta, con la destra arcigna e mercantile e la sinistra attorcigliata e pasticciona ed ecco spiegato perché tanta gente di sinistra e di destra (e di niente) sospira: «Ma perché hanno mandato via Draghi?».

E in Valle d’Aosta? Al momento tutto tace. Che fanno gli autonomisti e federalisti? Pare non abbiano capito che la Valle deve e può solo contrastare i governi populisti. Non hanno capito che la Valle ha l’Autonomia e lo Statuto Speciale da difendere. Non hanno capito gli autonomisti ed i federalisti che è urgente un’alleanza federalista autonomista contro il bipopulismo maccheronico. A Roma Il centrodestra è diventato destra estrema.

Il Pd deve liberarsi non solo di quel bellimbusto di Conte, ma anche dei populisti democratici al suo interno. È arrivato il momento che Renzi e Calenda e Bonino e i liberal socialisti smettano di misurarsi l’ego e offrano all’Italia un’alternativa radicale, adulta e draghiana.

In Valle, come ha scritto in altra parte del Giornale Guido Cesal, è tempo che mettano in cantina antagonismi, preclusioni personali. E’ tempo per gli autonomisti e federalisti, che un tempo hanno lavorato insieme in modo formidabile, di iniziare a percorrere due strade parallele abbandonando le inspiegabili, incomprensibili e insopportabili contumelie del passato.

Non hanno ancora capito, ma si sbrighino a farlo, che la causa dell’instabilità politica è iniziata proprio quando il mondo autonomista si è frantumato su personalismi e antagonismi.

Certo; bisogna abbassare le tasse, tutte le tasse, sui redditi, sulle imprese e sul lavoro; proteggere la società e l’ambiente; contrastare la povertà; liberare la concorrenza; innovare il sistema industriale; accelerare la transizione digitale ed ecologica; riconoscere diritti civili; conquistare l’indipendenza energetica italiana ed europea; garantire la sicurezza nazionale; e consolidare la collocazione atlantica e occidentale del paese.

Ma anche l’Autonomia e lo Statuto speciale della Valle d’Aosta devono essere salvaguardati, potenziati e attualizzati. Cosa e come pensano di fare i nostri autonomisti e federalisti quando andranno alle consultazioni per il nuovo Governo?

piero.minuzzo@gmail.com

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