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Chez Nous | 22 luglio 2022, 05:00

Nefandezze romane opportunità valdostane

Anche dalle peggio scellerataggini si possono e si devono cogliere le opportunità positive

Nefandezze romane opportunità valdostane

Il governo Draghi è stato battuto dai demagoghi e dai sovranisti, tornati insieme dopo che avevano già governato all’inizio della legislatura. La convergenza tra partiti eversivi e antioccidentali era ovvia, soltanto i dirigenti del Partito democratico non l’avevano capita. Così come è finita la farsa di una Lega seria e di governo rispetto a quella cialtrona di Salvini, e con essa il miraggio di Forza Italia come partito repubblicano. Questo ha pubblicato su Linkiesta l’editorialista Christian Rocca.

Poche righe per descrivere alla perfezione il caos in cui Lega, Conte e Berlusconi hanno fatto precipitare l’Italia.

Ma chi se ne frega. Anche delle peggio nefandezze si possono e devono cogliere le opportunità positive.

Ma andiamo con ordine. Il leader M5S, Giuseppi Conte, che aveva aperto la crisi alla fine ha perso rilevanza a favore del centrodestra. Salvini che si prende la rivincita del Papeete. Meloni che studia da premier. Negli sondaggi politici pubblicati prima della crisi - e quindi da prendere con le dovute cautele - poche certezze: Fratelli d'Italia è il primo partito e il centrodestra unito ha un potenziale elettorale altissimo, soprattutto per la quota uninominale del Rosatellum. Mattarella ha deciso di parlare al Paese. Ma a ben vedere è soprattutto ai partiti che si è rivolto  per dire che l’interesse nazionale va preservato anche in campagna elettorale. I partiti – è il messaggio – non devono mettere a rischio i numerosi provvedimenti che giacciono in Parlamento.

Secondo Christian Rocca la fine del governo Draghi è la rivincita del bipopulismo perfetto italiano e bieloitaliano nei confronti di chi ha salvato il paese dalle emergenze pandemiche ed economiche cui avevano contribuito a bello cuore sia i Cinquestelle sia i leghisti grazie alla loro immensa inadeguatezza e incompetenza e alle loro maldestre politiche economiche, sociali, energetiche e di sicurezza nazionale.

Sovranisti e demagoghi, anticapitalisti e antioccidentali, no vax e negazionisti del Covid, filo russi e antiamericani, filo cinesi e filo trumpiani , insomma i populisti, si trovano sia a destra sia sinistra, in Italia e non solo in Italia, e gli uni e gli altri sono alleati naturali.

E in Valle. E in Valle la nefandezza leghistapentastellataberlusconiana ha creato una grande occasione per la formazione di un’area autonomista regionalista che potrebbe presentarsi agli elettori con la certezza di potere portare a Roma due autentiche personalità di caratura e capaci di far valere le prerogativa statutarie e costituzionali della Valle d’Aosta.

Penso che alle forze autonomiste, europee e occidentali, resta soltanto la strada nemmeno troppo stretta di una responsabile unificazione che alle elezioni si presenti quale alternativa al bipopulismo italiano e filoputinliano. Una strada da percorrere con la parte seria della sinistra lealista responsabile e fortemente autonomista.

Christian Rocca avverte: “Naturalmente pagheremo cara questa sceneggiata di Conte e Salvini e, fidatevi di chi ha avvertito per tempo dell’inaffidabilità dei Cinquestelle, non c’è da credere nemmeno per un secondo al sedicente neo atlantismo di Giorgia Meloni, pur apprezzando il suo attuale posizionamento anti russo, non solo perché gli alleati in Europa dei Fratelli d’Italia sono Viktor Orbàn e altri allegri fascistoni, ma anche perché Meloni è decisamente più trumpiana che atlantista e Donald Trump è il farabutto che ha tentato il colpo di Stato in America e che è stato eletto anche grazie all’ingerenza della Russia nel processo democratico americano”.

Se a tutto questo ricordiamo che Mattarela ha sentito il dovere di "sottolineare che il periodo che attraversiamo non consente pause negli interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e, in particolare, dell’aumento dell’inflazione che, causata soprattutto dal costo dell’energia e dei prodotti alimentari, comporta pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese. Interventi indispensabili, dunque, per fare fronte alle difficoltà economiche e alle loro ricadute sociali, soprattutto per quanto riguarda i nostri concittadini in condizioni più deboli. Indispensabili per contenere gli effetti della guerra della Russia contro l’Ucraina sul piano della sicurezza dell’Europa e del nostro Paese. Indispensabili per la sempre più necessaria collaborazione a livello europeo e internazionale”. E' detto tutto.

Adesso inizia una campagna elettorale dentro un contesto drammatico. L'Italia torna in bilico. Abbiamo buone possibilità di diventare come la Grecia di qualche anno fa.

Per questo i movimenti autonomisti hanno l’obbligo morale e la responsabilità civile e sociale verso chi li ha votati di presentarsi compatti alle elezioni per dare alla Valle d’Aosta una degna rappresentanza nel Parlamento italiano. Sarebbe questa la strada anche per un maggioranza stabile in grado di sostenere il governo Lavevaz.

piero.minuzzo@gmail.com

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