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ATTUALITÀ ECONOMIA | 18 luglio 2022, 11:47

Cva esclusa dal Dl Aiuti dalla legge Madia

Con la legge di conversione n. 91 del decreto legge “Aiuti”, pubblicata in queste ore sulla Gazzetta ufficiale, viene positivamente risolta l’annosa questione della esclusione di CVA, azienda idroelettrica valdostana, dalla legge Madia

Cva esclusa dal Dl Aiuti dalla legge Madia

L’esclusione della Compagnia Valdostana delle Acque dal novero delle imprese che soggiacciono ai numerosi vincoli pubblicistici del Testo Unico dei Servizi Pubblici (Legge Madia) consentirà infatti alla società di operare sul mercato come una società quotata, pur rimanendo a totale controllo pubblico. Sarà pertanto nella condizione di operare sul piano dello sviluppo industriale con maggiore facilità, eliminando gli obblighi che le imponevano complessi passaggi amministrativi, prima di compiere scelte di mercato di rilievo, con conseguente perdita di competitività rispetto ai principali competitor non soggetti a tali vincoli.

La notizia - commenta il Presidente della Regione, Erik Lavevaz - giunge alla fine di un lungo e complesso percorso e siamo molto lieti che finalmente in sede parlamentare la questione sia stata compresa”.

Dal mio insediamento con numerose interlocuzioni parlamentari e governative – aggiunge Giuseppe Argirò, amministratore delegato della Cva (nella foto) - ci siamo sforzati di far comprendere le nostre ragioni a garanzia del futuro di un’impresa strategica per la Valle d’Aosta e per il sistema energetico nazionale. Oggi siamo riusciti a concretizzare questo obiettivo, che ci consentirà di acquisire notevole capacità competitiva sia sul mercato che ai fini dell’implementazione del piano strategico dell’azienda”.

La nuova previsione di legge consentirà a CVA maggiore autonomia nello sviluppare scelte strategiche ed economiche che, libere dai vincoli pubblicistici che imponevano tempistiche inconciliabili con le logiche di mercato, consentiranno la crescita e la diversificazione delle attività aziendali, come per esempio l’acquisizione di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili fuori dalla Regione o lo sviluppo di nuovi asset aziendali come la mobilità elettrica.

Per il settore delle Partecipate regionali e per il futuro della nostra politica energetica - commentano gli Assessori Luciano Caveri e Luigi Bertschy - ci troviamo di fronte ad una svolta molto significativa in un momento assai complesso come quello attuale in cui l’energia e il suo futuro si trovano al centro dello scenario internazionale”.

A partire da questo momento CVA non avrà più l’obbligo di comunicare alcuni dati strategici fortemente condizionanti lo sviluppo di impresa e propri del settore pubblico, che hanno per ora influito sulla crescita della partecipata valdostana. Non verrà comunque a mancare la logica di scambio informativo tra controllore e controllata e quindi la possibilità per Finaosta e Regione di avere accesso a tutte le informazioni di interesse relativamente alla società.

red.eco.

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