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ECONOMIA | 29 giugno 2022, 12:00

Risparmio fino al 38% se si acquistano prodotti rigenerati

Tra implicazioni geopolitiche e obiettivi green, la nostra scelta può fare la differenza. Rigenerati, ricondizionati o refurbished: comunque vogliamo chiamarli è bene capire perché questi prodotti sono così importanti per le nostre tasche e per l’ambiente

Risparmio fino al 38% se si acquistano prodotti rigenerati

Si tratta dei prodotti hi-tech che tornano a nuova vita per essere rivenduti dopo essere stati revisionati e riparati.

Televisori, smartphone, tablet, frigoriferi, computer: con un po’ di manutenzione tutto può essere rigenerato e rimesso sul mercato, anche le centraline ed i ricambi per dispositivi elettronici.

Sempre più spesso sono gli stessi produttori a sottoporre tali dispositivi a rigorosi processi di rigenerazione, garantendo sulla qualità ed esplorando un nuovo mercato che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese. Se da un lato, quindi, i produttori realizzano dispositivi inesorabilmente destinati all’obsolescenza programmata, dall’altro tentano di chiudere il ciclo rigenerando e rivendendo loro stessi prodotti che altrimenti diventerebbero rifiuti.

Dalla ricerca condotta dall’O.N. F – Osservatorio Nazionale Federconsumatori è emerso che, mediamente, acquistando un prodotto rigenerato si risparmia il 38% rispetto a quello nuovo.

Ad esempio, a parità di GB, acquistando uno smartphone ricondizionato si può risparmiare dal 35% al 58% rispetto ad uno nuovo. Nel caso dei computer portatili, il risparmio varia, invece, dal 9% al 59%; notevole anche il risparmio che si ottiene acquistando un tablet rigenerato (dal 28% al 45%), uno smartwatch (dal 22% al 37%), o una console per i videogiochi (dal 34% al 49%).

Risparmi notevoli, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, segnati da forti rincari e un numero sempre maggiore di rinunce.

Acquistando prodotti rigenerati non ci guadagna solo il portafogli: con la crescita di questo mercato saranno notevoli i benefici anche in termini di vite umane e di danni ambientali.

Basti pensare che, secondo recenti ricerche, l’impatto ambientale di uno smartphone nuovo è di 17,2 chili di Co2 l’anno; nel caso di un dispositivo rigenerato i valori diminuiscono notevolmente, fino ad arrivare a 8,2 chili.

Acquistando prodotti ricondizionati e, quindi, dando nuova vita ad oggetti hi-tech usati, è possibile limitare il fabbisogno di metalli critici e terre rare (fondamentali per la loro realizzazione), contribuendo a ridurre lo sfruttamento che dilaga nell’estrazione di tali materiali, divenuti vere e proprie risorse strategiche per la transizione ecologica, le cui implicazioni geopolitiche diventano di giorno in giorno più rilevanti, anche in relazione alla guerra in Ucraina.

Alla luce di tali elementi diviene evidente come una piccola scelta individuale possa fare la differenza per la vita di tutti.

Bruno Albertinelli

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