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Consiglio Valle | 26 giugno 2022, 21:55

L'OPINIONE DI COLLETTIVO NON UNA DI MENO VDA: Persi nel medioevo

Durante la seduta di giovedì 23 giugno il Consiglio regionale ha ospitato alcuni interventi di consiglieri di minoranza leghisti se possibile ancora più imbarazzanti del solito

L'OPINIONE DI COLLETTIVO NON UNA DI MENO VDA: Persi nel medioevo

Commentando un intervento formativo organizzato in una scuola da Arcigay – Queer VdA, in accordo con gli/le studenti/e, su orientamento sessuale, identità di genere e discriminazioni, i due eletti si sono cimentati in un attacco frontale condito da tanta banalizzazione, tanta cialtronaggine e tanta ignoranza sui temi del femminismo, della cultura di genere e lgbtqi+ (assessore, è solo un acronimo, non è così faticoso leggerlo evitando ammiccamenti da bar; uno sforzo da chi è a capo dell’Istruzione, dell’Università e delle politiche giovanili dobbiamo pretenderlo) che non si vedono e si sentono neppure nelle più oscure roccaforti padane del “carroccio”, alcune delle quali peraltro recentemente espugnate...

Pare che questa Regione voglia piombare in un medioevo oscuro, mentre altrove i progetti nelle scuole affrontano, senza timori di censura, la cultura di genere, le discriminazioni e gli stereotipi. Forse allo stesso assessore all’Istruzione è sfuggita una norma di legge che, invece, dovrebbe conoscere bene, vale a dire l’art. 1, comma 16, della legge n. 107/2015 che contiene la seguente indicazione: “Il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n.119” oppure potrebbe agilmente visitare la piattaforma del Miur - Ministero Istruzione Università e Ricerca “Noi siamo pari” che ospita anche un Osservatorio nazionale: ne fanno parte Arcigay e varierealtà femministe evidentemente ignote ai consiglieri regionali.

C’è anche “Maschile plurale”, associazione impegnata da anni in riflessioni e pratiche di ridefinizione dell’identità maschile,plurale e critica verso il modello patriarcale, che potrebbe tornare utile a molti rappresentanti della politica valdostana. E magari la discussione oscurantista che abbiamo dovuto ascoltare giovedì in Consiglio regionale potrebbe proprio essere segnalata all’Osservatorio nazionale.

In assenza dell’educazione sessuale dai programmi delle scuole dobbiamo ringraziare studenti e studentesse che hanno preso l’iniziativa di auto-formarsi. Vogliamo che le Istituzioni scolastiche agiscano in piena libertà e autonomia nel sopperire alla grave mancanza formativa su temi tanto importanti per la vita e la felicità di tutti.

Vogliamo che la politica tossica e manipolatoria cessi immediatamente la sua opera di controllo sull’offerta didattica delle scuole, sulle attività dei luoghi aggregativi, sui consultori e sugli ospedali, che smetta di utilizzare la scusa della tutela dei“contribuenti” per mettere in atto una vera e propria la caccia alle streghe. Non dobbiamo concedere niente, in ballo ci sono i diritti di tutti e tutte come le recenti disposizioni della Corte Suprema americana ci hanno tragicamente dimostrato.

Non Una di Meno VdA

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