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Autonomie VdA | 13 giugno 2022, 08:00

FRANCESCO, MATTEO ED I DÉMONI DI FËDOR DOSTOEVSKIJ

La tregua invocata da Papa Francesco serve per l’immediato futuro, ma per costruire la pace bisogna volerla da parte di tutti gli attori, compresi quelli lontani dai rumori delle bombe

FRANCESCO, MATTEO ED I DÉMONI DI FËDOR DOSTOEVSKIJ

Durante il sequestro di Aldo Moro, Freato ricordò che il Presidente voleva leggere “I Démoni” di Dostoevskij sparito dalle librerie di Roma. In quell’opera Fëdor Dostoevskij scriveva: “Sebbene nulla potesse ormai meravigliare, la realtà evidente ha sempre in sé qualcosa che scuote”.

Tornando ai “resti d’inverno” della guerra fredda che si riaffaccia in Europa, tra le opzioni v’è anche la pace impossibile, quella rinviata per le armi. Più armi, più tempi di guerra, più morti e più ragioni per coinvolgere il continente Europeo già straziato dal Covid e dalla crisi economica. Nobili ed inascoltati, gli appelli del Papa finiscono come refusi sui giornali ignorati da coloro che fanno politica con l’elmetto.

Se poi Matteo Salvini vuole andare a Mosca, apriti cielo anche se lui non fa altro che raccogliere la volontà degli italiani stufi di questa guerra iniziata otto anni fa. Matteo Salvini ascolta quella stessa Chiesa dialogante che tutti omaggiano a parole, salvo poi adottare le armi.

L’America, il Paese della libertà e della democrazia, dovrebbe guidare l’armata della pace, ma da troppi anni aggiunge la forza al suo modello di civiltà. E’ impossibile non essere davvero grati all’America per averci liberato restituendoci le libertà perdute; ma è difficile non pensare che quell’America contrappone l’Occidente alla Russia.

Gli attacchi ai pacifisti italiani, quelli che chiedono di rispettare l’art. 11 della Costituzione, ignorano gli interessi del nostro Paese. Ovunque vai, senti la gente mormorare contro l’invio delle armi, contro l’immigrazione fuori controllo ed in aumento, contro il caro vita, contro la propaganda che nega la verità contro le sanzioni che ci danneggiano rovinando imprese e famiglie, contro la propaganda dei media schierati mentre la situazione peggiora.

L’ultima parola spetta alla diplomazia ed essa deve tenere in considerazione tutte le motivazioni in campo. La tregua invocata da Papa Francesco serve per l’immediato futuro, ma per costruire la pace bisogna volerla da parte di tutti gli attori, compresi quelli lontani dai rumori delle bombe. A guardare bene, Salvini è un padre, è uno di noi, è un politico che cerca la normalità proprio per difendere le famiglie italiane da un futuro incerto e grave. Ignorare il Papa, attaccare Salvini ed i pacifisti è un errore di sostanza, per la semplice ragione che l’Italia e la Costituzione non propugnano la guerra e tanto meno la cobelligeranza proiettata oltre gli stessi confini dell’Europa.

Ancora Fëdor Dostoevskij: “La verità reale è sempre inverosimile... per rendere la verità più verosimile bisogna assolutamente mescolarvi della menzogna. La gente ha sempre fatto così”. Iniziamo con il dire che non servono le liste di proscrizione apparse su alcuni media italiani: è chiaro a tutti che gli Italiani vogliono vivere in pace in Europa e con la Russia; gli Italiani stanno dalla parte dei popoli liberi ed hanno fame di verità. Il compianto Aldo Moro diceva: “Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta: la verità è sempre illuminante”.

gianfrancofisanotti@gmail.com

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