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ECONOMIA | 09 giugno 2022, 18:05

Savt ‘La sola introduzione del salario minimo non risolve il problema stipendi’

In questi giorni si è aperto a livello nazionale il dibattito salario minimo, con la convinzione che possa risolvere il problema dei salari troppo bassi

Claudio Albertinelli, segretario Savt

Claudio Albertinelli, segretario Savt

Le retribuzioni in Italia sono tra le più basse in Europa ma il SAVT richiama l’attenzione sul fatto che “la sola introduzione del salario minimo non sarebbe sufficiente  per ridurre questa preoccupante differenza con i salari delle altre nazioni”.

Secondo il Savt si potrebbe correre il rischio  di “penalizzare tutti quei lavoratori per i quali i contratti collettivi prevedono già oggi retribuzioni che vanno oltre l'eventuale salario minimo, con la conseguenza che le associazioni datoriali nelle future contrattazioni possano utilizzarlo come alibi per non voler incrementare i minimi tabellari”.

Per questo il Savt ribadisce l’esigenza della revisione del  taglio del Cuneo-Fiscale, vale a dire la differenza tra il costo complessivo lordo sostenuto dalle aziende ed il netto della retribuzioni  che percepiscono in busta paga i lavoratori, l'Italia in merito a questa tematica, si attesta su  livelli  medio - alti rispetto agli altri paesi europei.

Per il SAVT “la via maestra che deve essere percorsa è quella di dare nuova dignità alla contrattazione collettiva. In questo senso è fondamentale che venga approvata una norma che disciplini il settore e vada a fare chiarezza sulla rappresentatività e, di conseguenza, su quali contratti possano essere applicati. Non è più immaginabile che in Italia esistano circa 1000 contratti collettivi, molti dei quali sottoscritti da sindacati di comodo che vanno più a favore delle aziende che dei lavoratori”.

Infine, considerato che la contrattazione collettiva nazionale ha dimostrato “di non riuscire a dare tutte le risposte necessarie per garantire la giusta dignità ai lavoratori”, il Savt ribadisce l’importanza di “valorizzare la contrattazione territoriale, sia essa di primo o di secondo livello”.

ascova

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