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Informazioni pratiche | 08 giugno 2022, 20:16

La sostenibilità nel settore textile e moda

Intesa Sanpaolo e Unioncamere Piemonte, in collaborazione con la rete Enterprise Europe Network e con la Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte

La sostenibilità nel settore textile e moda

Sono interventi di Sergio Bava, Direttore commerciale Imprese Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo, Paolo Bertolino, Segretario generale di Unioncamere Piemonte, Romina Galleri, economista della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, Francesco Quatraro, Professore del Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” dell’Università di Torino, Massimiano Tellini, Global Head of Circular Economy & Team Circular Economy Lab di Intesa Sanpaolo Innovation Center, Giovanni Marchi, Presidente di Magnolab, Federica Leonetti, Chairperson del Sector Group Textiles della rete Enterprise Europe Network - Unioncamere Piemonte e Gianpiero Masera, Segretario generale  della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. 

Secondo un’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, curata da Romina Galleri, il Tessile di Biella ha risentito della pandemia più di altri distretti della moda, anche per la sua specializzazione in abbigliamento formale da uomo. Questo comparto, infatti, è stato particolarmente penalizzato dalla mancanza di occasioni di socialità (lavorative, ma anche legate al mondo delle cerimonie e degli eventi). Sui mercati esteri nel 2021 c’è stato un recupero del 18%, ma il gap rispetto al 2019 è ancora profondo (-15%). I livelli di export 2019 sono stati superati solo in pochi mercati di sbocco importanti (Cina, Spagna, Polonia e Portogallo). Il recupero dei livelli pre-Covid era quasi completo anche in Russia (-1,7%), che tuttavia non rappresenta un mercato primario (15° posto) e sul quale nel 2022 peserà il conflitto in corso.

Per il 2022 le attese sono contrastanti: i consumi da un lato dovrebbero essere favoriti dalla ripresa della mobilità e della socialità e dall’altro lato dovrebbero essere frenati dal forte aumento dell’inflazione. Il Settore Moda non è tra i più impattati né in termini di peso dell’energia sull’output né in termini di aumento dei prezzi delle materie prime, tuttavia le imprese dovranno agire per evitare l’erosione della marginalità. L’attenzione alla qualità dei prodotti biellesi, che si inseriscono a pieno titolo nell’alta gamma e tra i manufatti di lusso, potrà favorire il distretto, vista l’attuale fase di polarizzazione dei consumi a favore delle fasce più alte di prezzo.

L’Università degli Studi di Torino ha elaborato i risultati di un’indagine condotta da Unioncamere Piemonte sul livello di conoscenza e di applicazione dei principi dell’economia circolare da parte delle imprese piemontesi. Quasi la metà (48,1%) non sono ancora pienamente consapevoli dell’importanza del tema della scarsità e della finitezza di risorse e di quanto sia necessario affrontarlo fin da subito per non farsi cogliere impreparati nel lungo termine.

La rilevazione è stata condotta nei mesi di ottobre e novembre 2021 e ha coinvolto 1.823 imprese (con un tasso di risposta del 98%), appartenenti a diverse classi dimensionali, realtà provinciali e a tutti i maggiori settori produttivi.

Per le realtà che dichiarano di essere al corrente dei principi di economia circolare (prevalentemente grandi e medie imprese), sono state analizzate le aree di intervento prioritarie, gli obiettivi alla base delle azioni di economia circolare effettuate, gli ostacoli da affrontare, l’impatto della crisi pandemica sulla transizione ecologica, la collaborazione con altri stakeholder e l’intenzione di acquisire maggiori competenze nel prossimo futuro.

Ne deriva un quadro imprenditoriale complesso, che evidenzia la necessità di un cambio di paradigma da parte delle imprese e anche dei possibili filoni di intervento da parte delle istituzioni, al fine di facilitare la pianificazione sostenibile, un aspetto che sarà sempre più fondamentale per la competitività sul mercato.

Paolo Bertolino, Segretario generale di Unioncamere Piemonte, commenta: "Il mondo dell’abbigliamento è al quarto posto in Europa tra i fattori che provocano l'impatto più forte sull’ambiente, soprattutto per via delle emissioni di gas serra. L’Ue, in questo quadro, guarda al settore della moda e, in particolare, al fast fashion con l’obiettivo di renderlo più eco-sostenibile. Proprio dall'Unione Europea arriva una nuova strategia per spingere sulla sostenibilità, in linea con una rinnovata domanda di mercato che chiede una maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi, al riciclo e alla rivendita. L’obiettivo principale è far sì che entro il 2030 l’industria europea del tessile faccia ricorso il più possibile all’utilizzo di fibre riciclate ed elimini progressivamente dalle proprie pratiche produttive la distruzione dell’invenduto.

Compito delle Camere di commercio è di affiancare le imprese nella transizione green e sensibilizzarle a far propri i principi dell'economia circolare, adottando processi e tipologie di lavoro più rispettosi dell'ambiente".

Sergio Bava, Direttore commerciale Imprese Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo, rileva: “Competere in questo scenario per le imprese del territorio non è facile, ma l’ottimizzazione dei legami di filiera, gli investimenti in innovazione, capitale umano, sostenibilità e circular economy permetteranno di intercettare i nuovi orientamenti di consumo e operare in modo più efficiente. Intesa Sanpaolo è pronta a sostenere finanziariamente le aziende, mettendo inoltre a disposizione consulenza specifica per la valutazione dei progetti e per effettuare un’autovalutazione del proprio grado di sostenibilità. Non solo, ci impegniamo ad applicare uno sconto di tasso via via che l’azienda raggiunge gli obiettivi di miglioramento che si è data. Per far fronte all’emergenza attuale, abbiamo inoltre attivato finanziamenti specifici per aiutare le aziende energivore nel pagamento delle bollette e per quelle coinvolte nell’interscambio con Ucraina e Russia. Infine, forniamo un servizio di consulenza per la copertura dai rischi di variazione del prezzo dell’energia e del gas”.

Massimiano Tellini, Global Head of Circular Economy & Team Circular Economy Lab di Intesa Sanpaolo Innovation Center, sottolinea: “L’economia circolare è innanzitutto economia, la nuova economia nell’era della sostenibilità, e rappresenta un nuovo paradigma economico in grado di slegare lo sviluppo di imprese e territori dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili. Partendo da un concetto di pensiero sistemico e re-design dei processi industriali e dei prodotti di consumo, il modello circolare contribuisce al raggiungimento degli obbiettivi climatici e tramite l’implementazione di nuovi modelli di business, stimola la trasformazione delle strategie aziendali in ottica di competitività e resilienza dell’intera filiera. La trasformazione circolare nel settore Tessile Abbigliamento e Moda è centrale per stimolare nuovi investimenti in linea con gli obiettivi in ambito Green Deal e alla luce degli sviluppi legislativi, economici e di mercato, rappresenta un fattore decisivo per iniziare a suscitare domanda di soluzioni CE anche da parte dei consumatori e leva di competitività ad impatto positivo per le aziende del settore”.

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