/ Consiglio Valle

Consiglio Valle | 05 giugno 2022, 21:23

FIAB AOSTA à VéLO invita i Sindaci della Valle d’Aosta ad azioni per limitare incidenti stradali

Lettera aperta ai Sindaci della Valle d’Aosta

Pietro Giglio

Pietro Giglio

Prendendo spunto dai recenti avvenimenti di cronaca desideriamo rammentare che FIAB  (Federazione Italiana Ambiente Bicicletta) ormai da anni promuove e sostiene una campagna a  favore dell’istituzione delle strade scolastiche.

FIAB AOSTA à VéLO coglie l’occasione per ricordare che con la riforma del Codice della Strada  varata in settembre, i Comuni e i Sindaci hanno nuovi poteri di intervento, che possono dare un  impulso decisivo alla sicurezza sulla strada con la costituzione, oltre che delle “strade scolastiche”  e delle “strade 30”, delle corsie ciclabili e dei Biciplan.

Gli ottomila Sindaci d’Italia e quindi anche i 74 Sindaci della Valle d’Aosta, hanno la possibilità,  oltre che la responsabilità, di abbattere drasticamente il rischio di incidenti mortali  Comprendiamo come sia difficile contrastare l’inerzia del cittadino che non ha mai potuto o voluto riflettere su quanto possano essere pericolosi per sé e per gli altri i veicoli a motore.

Ma è  necessario agire con urgenza.  Nel 2019 in Italia si sono verificati 172.183 incidenti con 3.173 morti: come denuncia  l’Associazione dei familiari delle vittime è «una strage ignorata dalle Istituzioni». Il rischio di  incidente mortale è infatti direttamente proporzionale all’impatto: a 50 km/h è superiore al 50%, a  30 km/h è meno del 10%. Nella descrizione dei sinistri i media usano termini che vanno a deresponsabilizzare l’agire umano: «auto investe», «suv travolge», «strada maledetta». Ma la responsabilità non è certamente delle  auto o delle strade, manufatti inanimati. Sono solo i comportamenti errati e inadeguati di noi umani  che hanno esiti tragici. Si tratta di una mancanza di percezione e di cultura specifica, di una  visione distorta di quanto accade, raccontata ogni giorno in maniera profondamente sbagliata, perché purtroppo ogni giorno abbiamo morti sulle strade.

Anche nel racconto apparso sui quotidiani dei recenti fatti a L’Aquila, si parla di «Una fatalità, una  tragica disgrazia», come lo scorso anno quando a Chieri, un Suv parcheggiato vicino alla scuola  aveva preso velocità e aveva investito dei bambini del nido, o quando a Sora una bambina era  stata investita davanti alla scuola, per citare solo gli ultimi casi.

Purtroppo, documentarsi sugli atti di violenza stradale è facile e si trova sempre materiale  aggiornato. Auto che fanno manovre pericolose, che si infilano ovunque, in retromarcia, in  seconda e terza fila, posteggiate in discesa, in salita, sopra i marciapiedi, sopra le strisce, sopra le  rotonde, sopra le aiuole, per arrivare più vicino possibile alla scuola e risparmiare la fatica di  camminare.  Se non cambia la cultura e la percezione del pericolo nel condurre un’auto, continueremo ad  avere morti sulle strade e vicino alle scuole.

Dobbiamo prendere atto che per quanto riguarda la conduzione degli autoveicoli siamo una  società che mette all’ultimo posto la sicurezza, anche quella dei soggetti più deboli e indifesi, i  nostri bambini, e al primo posto la fretta e le comodità adulte. 

La donna che ha lasciato l’auto in discesa che ha ucciso il bambino pagherà col rimorso tutta la  vita, e forse anche con una pena detentiva, ma le Istituzioni possono chiamarsi fuori da quanto è  accaduto? Perché non era stata creata una strada scolastica, quindi un divieto di accesso e di parcheggio in  quella discesa? Non era possibile mettere delle barriere? Perché in prossimità delle scuole si può parcheggiare e circolare liberamente anche a velocità  decisamente troppo elevate? Perché non si riescono ad imporre zone pedonali temporanee  davanti alle scuole e a limitare la velocità? 

Si tratterebbe di provvedimenti minimi in un Paese che vuole definirsi evoluto e civile.  Per Fiab Aosta à Vélo  il presidente Pietro Giglio     

Pietro Giglio presidente Fiab Aosta à Vélo

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore