/ ATTUALITÀ

ATTUALITÀ | 16 maggio 2022, 08:30

ALDO MORO: “I NOSTRI VICINI DEVONO ESSERE NOSTRI AMICI”

Il compito dell’Italia, anche alla luce del dettato costituzionale, è quello di favorire la pace, la distensione e la solidarietà tra le genti Europee compresa la popolazione Russa

ALDO MORO: “I NOSTRI VICINI DEVONO ESSERE NOSTRI AMICI”

Nella seduta della Camera del 7 dicembre 1974 Aldo Moro dopo aver aperto la strada del confronto con una “attenta e costruttiva considerazione e valutazione politico-parlamentare di quello che viene pensando, dicendo e facendo” e prima ancora in Senato il 2 dicembre dello stesso anno, rivolgendosi alla opposizione concluse dicendo: “Passiamo per un lungo e oscuro tunnel, ma la luce, al di là del cammino, c’è ed il nostro destino è nelle nostre mani”.

L. Monzali in “Aldo Moro, l’Italia repubblicana e i Balcani” parla dell’ospolitik italiana e degli accordi di Osimo: sul tema cruciale del confine orientale nella politica estera Aldo Moro diceva: “I nostri vicini devono essere nostri amici”. Carlo De Benedetti sul “Corriere della Sera” ha dichiarato: “Oggi noi Europei non abbiamo alcun interesse a fare la guerra a Putin”. Ed ancora: “Gli interessi degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito da una parte, e dell’Europa e in particolare dell’Italia dall’altra, divergono assolutamente. Se Biden vuole fare la guerra alla Russia tramite l’Ucraina, è affar suo noi non possiamo e non dobbiamo seguirlo”.

Ma torniamo a Moro: tralascio il controverso rapporto tra Moro e Kissinger e vado alla sostanza: essere fedeli alla alleanza atlantica non significa subalternità ad una politica estera aggressiva. Un conto è l’amicizia tradizionale verso gli Stati Uniti venuti in Europa a combattere il nazismo, altro gli è ubbidire come se non esistesse l’articolo 11 della Costituzione Italiana.

Né si può disconoscere che le cause del conflitto sono maturate nell’Est Ucraina sin dal 2014 causando migliaia di vittime. Del pari non si può ignorare la voce del Papa che invoca la pace: il messaggio della Chiesa cattolica non mira certo ad espansioni territoriali.

Tutti ricordiamo il viaggio di Moro e di Leone negli Stati Uniti ed i discorsi di Kissinger sulla Cia in Cile e sugli “eventi complessi” maturati in Italia. I rapporti euro-atlantici sono troppo importanti per consumarli in un conflitto che gli Europei non vogliono e che non avrebbero mai immaginato. Il compito dell’Italia, anche alla luce del dettato costituzionale, è quello di favorire la pace, la distensione e la solidarietà tra le genti Europee compresa la popolazione Russa che consideriamo da sempre amica sia politicamente che culturalmente  e che è essa stessa profondamente europea. L’impeto guerriero – la frenesia delle armi – non fa parte della nostra politica estera e del resto la NATO non ha mai avuto compiti che non fossero quelli “difensivi”. 

Il tema dei confini orientali dell’Ucraina non può trascinarci in uno scontro mondiale o in una cobelligeranza che soffoca la nostra economia già stremata dal Covid e dal debito pubblico e che, soprattutto, travolge con troppa sicumera i principi fondanti della Repubblica Italiana sanciti nella Costituzione. Parlando a Milano il 3 ottobre del 1959, Aldo Moro pronunciò parole chiare sul valore umano dello Stato: “Lo Stato democratico, lo Stato del valore umano, lo Stato fondato sul prestigio di ogni uomo e che garantisce il prestigio di ogni uomo, è uno Stato nel quale ogni azione è sottratta all'arbitrio ed alla prepotenza, in cui ogni sfera di interesse e di potere obbedisce ad una rigida delimitazione di giustizia, ad un criterio obiettivo e per sua natura liberatore; è uno Stato in cui lo stesso potere pubblico ha la forma, la misura e il limite della legge, e la legge, come disposizione generale, è un atto di chiarezza, è un'assunzione di responsabilità, è un impegno generale ed uguale”.

La politica italiana dovrebbe ricordare Aldo Moro proprio partendo dalla misura e dai limiti che la legge costituzionale ha voluto rispecchiare, preservando il valore assoluto di una responsabilità condivisa.

gianfrancofisanotti@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore