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Autonomie VdA | 09 maggio 2022, 10:00

LA COSTRUZIONE DELLA PACE E L’ALTEZZA DELLA POLITICA EUROPEA

L’onestà della pace vince la propaganda delle guerre e siamo tutti responsabili verso la realtà dei fatti accaduti - gli eventi iniziali - che reclamano, se pure in ritardo, una giustizia riparatrice: alcuni pensieri essenziali annunciano il bisogno della verità

LA COSTRUZIONE DELLA PACE E L’ALTEZZA DELLA POLITICA EUROPEA

Siamo tutti spettatori di un film che nessuno vorrebbe vedere e che ci capita addosso con un temporale di bombe e di sangue. Si è svuotato il magazzino della pace e quello della diplomazia è fermo all’attracco. Passano i giorni, i mesi: passa la verità. L’incendio è iniziato otto anni fa e gli stessi attori che oggi si muovono sulla scena erano all’opera contro l’autonomia delle genti di frontiera.

L’imperativo categorico di nutrire la guerra con altra guerra e con armi di nuova generazione alimenta lo spettacolo della morte. Prendi i droni: questa è la recita dei droni. In Francia, direbbero “les drones à la une”, perché i droni fanno titolo per i giornaloni più in vista.

V’è un “clivage” tra la gente d’Europa che rifiuta la corsa agli armamenti e le grandi testate che soffiano sulla guerra con lo stesso estremismo negativo di quella parte dell’Occidente che si scalda per lo scontro. La ben nota “esportazione della democrazia” ha avuto esiti fallimentari in tutte le parti del mondo, ma la logica delle armi prevale sugli interessi popolari.

Forse, non è chiaro ai governanti che il popolo italiano non vuole l’imperium della guerra (art. 11 della Costituzione) e nutre una antica amicizia e riconoscenza verso il popolo Russo per il prezzo pagato contro il nazismo.

Le sanzioni? Chi siamo noi per “sanzionare” il nobile popolo Russo o quello Cinese?. L’economia mondiale vacilla e fra 30 anni l’acqua ed il cibo – che già scarseggino – saranno merce preziosa. Solo con la solidarietà tra i Popoli della Terra sarà possibile affrontare il dilemma delle risorse vitali. Ricordo bene Aldo Moro e la teoria della “flessibilità costruttiva” per evitare deviazioni nella gestione del potere.

“La nostra flessibilità – sosteneva Moro – ha salvato fin qui, più che il nostro potere, la democrazia italiana… l’importante è che noi sappiamo bene che cosa si profila all’orizzonte, almeno che cosa potrebbe profilarsi….”. Non sbagliava il presidente Saragat affermando: “Nessuno può prevedere quale astuzie la storia ha messo sul nostro cammino”. Chi spinge per la guerra del mondo ignorando gli orizzonti della civile convivenza sfida nei fatti la volontà degli europei che non hanno ancora smesso di piangere i morti della seconda guerra mondiale.

Meglio, molto meglio vivere il tempo che ci spetta osservando il muoversi degli eventi nella direzione della pace, quella indicata dal Papa. L’onestà della pace vince la propaganda delle guerre e siamo tutti responsabili verso la realtà dei fatti accaduti -  gli eventi iniziali - che reclamano, se pure in ritardo, una giustizia riparatrice: alcuni pensieri essenziali annunciano il bisogno della verità.

Dice Pindaro (Istmiche, VII, XVII): “Allà palaià gàr eüdei xáris: dorme però l’antico/il generoso splendore di grazia rigorosa”. V’è poco da aggiungere: la politica italiana deve guadagnare da sé la propria altezza, ben sapendo che la nostra Terra non fa prestiti alla luna.

gianfrancofisanotti@gmail.com

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