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AMBIENTE | 05 maggio 2022, 11:00

Caricabatteria universale, il Parlamento europeo vuole ridurre i rifiuti elettronici

Si stima infatti che i caricabatteria smaltiti e inutilizzati accumulino fino a 11 mila tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno

Caricabatteria universale, il Parlamento europeo vuole ridurre i rifiuti elettronici
Il Parlamento europeo vuole ridurre i rifiuti elettronici. Ed è pronto ad avviare i negoziati per il caricabatteria universale, un caricatore che semplifichi l’uso di telefoni cellulari, tablet, videocamere digitali, console e quant’altro. Il caricabatteria universale, una richiesta portata avanti da anni, si basa sull’adozione di una porta USB-C come nuovo standard per i dispositivi portatili. Permetterebbe di avere meno cavi e caricatori in eccesso.
Sarebbe un bene per i consumatori che con un solo caricatore potrebbero ricaricare più dispositivi. E per l’ambiente, perché ridurrebbe i rifiuti elettronici. Si stima infatti che i caricabatteria smaltiti e inutilizzati accumulino fino a 11 mila tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno.
Il Parlamento, informa una nota, è pronto ad avviare i negoziati su un caricatore universale, per ridurre i rifiuti elettronici e semplificare l’uso di telefoni cellulari, tablet e fotocamere digitali. Il Parlamento ha infatti adottato la sua posizione negoziale sulla revisione della direttiva sulle apparecchiature radio. L’adozione è avvenuta poiché non sono stati presentati emendamenti al testo, secondo quanto stabilito dalla procedura legislativa in prima lettura. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con i governi UE sulla forma finale della legislazione.
«Con mezzo miliardo di caricabatteria per dispositivi portatili spediti in Europa ogni anno che generano dalle 11.000 alle 13.000 tonnellate di rifiuti elettronici, un unico caricabatteria per telefoni cellulari e gli altri dispositivi elettronici di piccole e medie dimensioni andrebbe a beneficio di tutti – ha detto il relatore Alex Agius Saliba (S&D, MT) – Questo cambiamento politico integrale si basa sulla proposta della Commissione che richiede l’interoperabilità delle tecnologie di ricarica senza fili entro il 2026 e il miglioramento delle informazioni fornite ai consumatori con etichette chiare. Stiamo anche ampliando la portata della proposta aggiungendo altri prodotti come i computer portatili, che dovranno essere conformi alle nuove regole.
I vantaggi di un caricabatteria universale sono tanti. Le nuove regole, spiega il Parlamento europeo, permetterebbero ai consumatori di non avere più bisogno di un nuovo caricabatteria e un nuovo cavo ogni volta che acquistano un dispositivo, e di usare un unico caricabatteria per tutti i dispositivi elettronici di piccole e medie dimensioni.
La maggior parte dei dispositivi ricaricabili con cavo, quindi cellulari, tablet, fotocamere digitali, cuffie e auricolari, console per videogiochi e altoparlanti portatili, dovrebbero essere dotati di una porta USB-C, indipendentemente dal produttore. Ci potrebbero essere eccezioni per dispositivi piccoli, come gli orologi smart, i dispositivi di monitoraggio della salute e alcune attrezzature sportive.
Il Parlamento chiede inoltre informazioni chiare e un’etichettatura sulle opzioni di ricarica, per rendere più semplice le scelte di acquisto dei consumatori che, con più dispositivi a loro disposizione, non sempre hanno bisogno di caricabatterie aggiuntivi.
Poiché la ricarica wireless è sempre più diffusa, il Parlamento chiede alla Commissione di presentare una strategia entro la fine del 2026 che permetta a qualsiasi nuova soluzione di ricarica di funzionare in combinazione con le altre. «L’obiettivo è quello di evitare una nuova frammentazione del mercato e i cosiddetti effetti “lock-in” – che si verificano nel momento in cui un consumatore dipende da un singolo produttore – oltre a garantire soluzioni di ricarica convenienti per il consumatore e ridurre i rifiuti ambientali», conclude il Parlamento.

Bruno Albertinelli

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