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AMBIENTE | 30 aprile 2022, 08:00

Proposte per emancipare l’Europa dalla dipendenza del gas russo

Parola d’ordine: diversificare gli approvvigionamenti. Ma dove? La mossa vincente: lo sviluppo immediato delle fonti rinnovabili

Proposte per emancipare l’Europa dalla dipendenza del gas russo

L'Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) ha fornito all’UE un importante vademecum per gestire la nuova emergenza sul fronte energetico causata dal conflitto tra Russia e Ucraina. È noto il ruolo strategico che Mosca riveste per l’approvvigionamento di gas all’Europa: nel 2021 l’UE ha importato dalla Federazione Russa 155 miliardi di metri cubi di gas naturale, pari a circa il 45% delle importazioni di gas dell’UE e vicino al 40% del suo consumo totale.
Vista la gravità della situazione determinata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia lo scorso 24 febbraio e il prolungarsi del conflitto, il nodo del rifornimento energetico sta mettendo in crisi il mercato del gas europeo e non solo. L’IEA ha elaborato un piano dettagliato in 10 punti che promette di ridurre di oltre un terzo la dipendenza dalle forniture russe, continuando a sostenere il Green Deal europeo e la transizione ecologica attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili. Secondo il programma, l’Unione Europea potrebbe ridurre le sue importazioni di gas naturale russo di oltre 50 miliardi di metri cubi, attraverso una combinazione di misure. Scopriamo quali sono nel dettaglio.

Parola d’ordine: diversificare gli approvvigionamenti. Ma dove?

Prima di tutto l’IEA suggerisce di non firmare nuovi contratti di fornitura di gas con la Russia per ottenere la diversificazione dell’offerta; ne consegue che è necessario sostituire le forniture russe con gas proveniente da altri Paesi. Quali? L’Agenzia suggerisce Norvegia e Azerbaigian. Già il prossimo anno questo approvvigionamento alternativo a Mosca potrebbe aumentare fino a quota 10 miliardi di metri cubi di gas.

Inoltre, è necessario implementare anche le importazioni di GNL (gas naturale liquefatto) fino a 20 miliardi di metri cubi per riuscire ad ottenere una fornitura di gas di circa 30 miliardi di metri cubi entro un anno. Sul fronte dello stoccaggio del gas, secondo l’IEA è necessario introdurre degli obblighi minimi entro il prossimo inverno per migliorare la resilienza del sistema e ovviare a eventuali crisi.

La mossa vincente: lo sviluppo immediato delle fonti rinnovabili

Altrettanto d’impatto le misure in ambito di fonti rinnovabili: l’accento viene posto soprattutto su una rapida implementazione di nuovi progetti eolici e solari che potrebbero portare a un importante risultato, come una riduzione del gas di 6 miliardi di metri cubi nel 2022.

L’IEA chiede anche di massimizzare la produzione di energia da bioenergia e nucleare.

Perché? In questo modo si potrebbe ridurre il consumo di gas di 13 miliardi di metri cubi in un anno. Importante, adottare velocemente delle misure fiscali che tutelino i consumatori contro il caro-energia anche in caso di persistenza dell’elevato costo del gas. Meglio procedere in tempi stretti alla sostituzione delle caldaie a gas con le pompe di calore per diminuire il consumo di gas di ulteriori 2 miliardi di metri cubi entro un anno.

Altro aspetto su cui puntare è l’efficienza energetica di edifici e industria perché si potrebbe ottenere un taglio del consumo di gas di quasi 2 miliardi di metri cubi in un anno. E se i consumatori riducessero il termostato di 1 °C, l’impatto su consumo di gas ammonterebbe a 10 miliardi di metri cubi in un anno. Ultimo consiglio che non può rimanere inascoltato: i Paesi dovrebbero impegnarsi maggiormente nel diversificare e decarbonizzare le fonti del sistema elettrico per emanciparsi dalla dipendenza che lega l’approvvigionamento di gas e la sicurezza dell’elettricità in Europa. (fonte NLCVA)

ascova

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