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ATTUALITÀ | 25 aprile 2022, 19:52

Courmayeur: Rota 'Ricordare che la Valle d'Aosta è decorata della medaglia d’oro al valor militare per l’attività partigiana

Celebrazione del 25 aprile 2022 presso il Municipio di Courmayeur in occasione del 77° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo

Courmayeur: Rota 'Ricordare che la Valle d'Aosta è decorata della medaglia d’oro al valor militare per l’attività partigiana

In occasione delle Celebrazioni del 25 aprile 2022 il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota, rivolgendosi alle autorità presenti, ai rappresentanti degli Alpini, delle associazioni combattentistiche e delle forze armate, ai Cittadini tutti, ha rivolto un saluto ricordando che "la Valle d’Aosta, decorata della medaglia d’oro al valor militare per l’attività partigiana". Lo ha fatto in occasione del 77° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

"Certo- ha ricordato - è con nubi all’orizzonte che oggi lo facciamo. Siamo infatti qui a consolidare e perpetuare quella memoria dei valdostani e delle valdostane che si sono sacrificati contro la dittatura  per affermare i valori di libertà, democrazia e autonomia, e allo stesso tempo alle porte dell’Europa l’orrore della guerra si ripresenta vivo e forte, e ci testimonia che la Storia non ci ha insegnato molto. Oggi quindi siamo chiamati a sostenere con maggior forza e impegno i valori della resistenza e dei diritti umani. È un piacere farlo oggi in presenza, dopo due anni che ci hanno visti celebrare questo momento in sordina, viste le misure anti-covid che impedivano cerimonie in presenza".

"Ma se da una parte ci felicitiamo di essere tornati “a stare insieme”, seppur con ancora qualche cautela poiché la battaglia contro il Covid non è terminata, dall’altra parte, come dicevo, non possiamo non rimanere colpiti di fronte all’orrore di quanto sta accadendo tra Ucraina e Russia. Una guerra che facciamo fatica a comprendere completamente nelle sue ragioni, per la sua crudezza e violenza, per le migliaia di vittime che sta generando". Una guerra che sta distruggendo un Paese, che mina il futuro dell’Europa e del mondo, che ci riporta indietro nel tempo, a pagine che ci siamo illusi fossero superate, in riferimento alle quali, istituzioni italiane e internazionali, trattati europei e convenzioni internazionali avevano lavorato per ribadire principi assoluti e intoccabili.

La Costituzione italiana all’art.11 sancisce che “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e sostiene un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni. La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, il patto siglato dalla comunità internazionale all’indomani della Seconda guerra mondiale, ha riconosciuto la supremazia dei diritti fondamentali dell’uomo e della libertà individuale sopra qualunque potere politico. Traendo ispirazione dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 10 dicembre 1948, la Convenzione ha dunque siglato la supremazia dei diritti fondamentali dell’uomo e la libertà individuale come valori irriducibili ed inalienabili.

Memori degli orrori della guerra mondiale, gli stati membri delle neonate Nazioni Unite mostrarono grande visione e coraggio, riponendo la loro fede in valori universali che tutelavano la libertà e la dignità di tutti gli esseri umani. Si tratta di una sfida continua, senza tempo. Tutti questi sono oggi principi che rischiano di perdersi infatti negli echi di guerra e tra il dolore delle vittime. Quel patto internazionale che fu costituito quasi come un esorcismo contro la rinascita di derive autoritarie, collettiviste, razziali, violente, inconciliabili con l’essenza della persona umana, è segnato da pericolose fratture. In queste settimane anche i nostri cittadini, come migliaia di persone in Europa, si sono spesi per aiutare i profughi che hanno raggiunto l’Italia e per portare sostegno a coloro che sono rimasti a casa propria in condizioni di estrema difficoltà. Ringrazio dunque la cittadinanza per questo impegno e importante gesto che testimonia, seppur piccolo, quella solidarietà tra popolazioni che deve essere la linfa del presente e del futuro. Questi gesti rappresentano la più bella risposta a questo periodo.

Nel giorno di festa nazionale del 25 aprile noi celebriamo dunque i valori della resistenza e della pace e vogliamo oggi ricordare tutti coloro che in nome di questi ideali hanno combattuto e ai quali riconosciamo gratitudine per quella libertà, democratica e pacifica, di cui oggi godiamo. Questo 2022 segna poi una tappa importante nella storia degli Alpini. Quest’anno ricordiamo infatti i 150 anni della fondazione del corpo degli Alpini. Il 15 ottobre del 1872, a Napoli, Vittorio Emanuele II firmava il Regio Decreto che sanciva la nascita delle prime compagnie montanare del Regio Esercito, destinate a difendere le vallate sui confini d’Italia. 150 anni dopo gli Alpini rappresentano un Corpo dell’esercito che conserva una sua forte identità, lo sappiamo bene, con l’Associazione Nazionale Alpini (ANA) capace di mobilitare centinaia di migliaia di iscritti nelle adunate annuali, presente in tutti i paesi dell’area montana con sezioni attive nella vita sociale della comunità, dalla protezione civile a raccolte di solidarietà, al continuo impegno a favore dei già deboli.

E voglio ricordare anche il loro continuo impegno profuso nel quotidiano, nel volontariato e nell’aiuto alla popolazione in periodi difficili. Gli Alpini ci sono sempre, questa è una certezza. Quei valori che portarono alla liberazione dell’Italia, quel diritto alla vita che vuole ogni individuo libero e sicuro, rimangono i valori in cui crediamo fermamente, che danno forza e speranza a chi in queste ore si trova immerso nel dolore e non riesce a guardare avanti. La speranza non deve lasciare il passo alla rabbia, sentimento certo difficile da gestire in questo momento. Questa giornata di festa deve per questo essere, nei valori che rappresenta e che ci impegniamo a perpetuare, un momento di celebrazione delle libertà democratiche che l’Italia ha raccolto con il sacrificio di migliaia di uomini e donne e dall’altro momento di riflessione e di vicinanza a chi oggi si trova a combattere per la propria libertà. Viva la Valle d’Aosta, viva l’Italia, viva la libertà e il 25 aprile!".

veyl

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