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ATTUALITÀ | 18 aprile 2022, 08:00

ECCOLA LA REGINA SENZA CORONA, IN PREDA ALLA GUERRA DEGLI ALTRI

Cadaveri insepolti, rottami bellici e civili, strade interrotte, gente affamata, fosse comuni, palazzi sventrati, colonne in fuga verso i confini, stazioni affollate, vendette sommarie, parole di odio e sentimenti infuocati sono gli attori di una recita che lascia increduli e sgomenti

ECCOLA LA REGINA SENZA CORONA, IN PREDA ALLA GUERRA DEGLI ALTRI

Se  la Storia resta incollata al presente, allora il passato riempie solo i cassetti della memoria.  Dagli scantinati presi di mira, fugge una umanità disperata, che invoca la pace. La diplomazia  gioca una lunga partita, dove prevale il vantaggio accumulato con le bombe e con il sangue. 

L’Europa si è scoperta nuda – la regina Europa è nuda – ed implora il favore dell’Occidente,  dell’Oriente e persino  dell’Asia. Le leve del  comando sono in capo  alla finanza che ogni  giorno ci dice che tempo  fa. I popoli d’Europa,  presi alla sprovvista,  assistono allo spettacolo  delle madri che fuggono  dalle loro case verso  l’ignoto.

Eccola la regina  senza corona in preda  alla guerra degli altri,  mentre proseguono le  scorribande sui mercati  mondiali e si danza il  valzer delle armi. Intanto, i giorni si infilano sulla pelle dei vivi e dei morti e nessuno sa  quando scenderà la pace. Che cosa centriamo noi con questi tempi difficili, con queste ore  insanguinate, con questo esodo infinito?.

Noi vediamo la paura, sentiamo la paura degli altri  spalmata sul nostro quotidiano, guardiamo il film dell’orrore, come se fosse normale vedere la  spesa della morte sugli schermi della Tv. Cadaveri insepolti, rottami bellici e civili, strade  interrotte, gente affamata, fosse comuni, palazzi sventrati, colonne in fuga verso i confini,  stazioni affollate, vendette sommarie, parole di odio e sentimenti infuocati sono gli attori di  una recita che lascia increduli e sgomenti dinnanzi a tanta ferocia che tortura persino i  fanciulli indifesi.

Non è facile distinguere i corpi abbandonati tra le macerie dei villaggi  colpiti, è terribile assistere a questa macelleria senza provare sgomento e dolore. La libertà  offesa, ferita, sepolta tra i detriti non muore mai: questa guerra maledetta deve finire. I potenti della Terra ascoltino il pianto dei fanciulli, il lamento delle madri, le invocazioni degli Uomini liberi: ce lo chiedono gli antenati, ce lo chiede la vita che langue nei rifugi, mentre  attendiamo una nuova alba che prenda in prestito la pace.

Dice Federico Garcia Lorca, il  poeta dell’anima: “Il più terribile di tutti i sentimenti è la sensazione di avere una speranza  morta”, ed ancora: “Se la speranza è spenta e la Babele è iniziata, quale torcia accenderà le  strade sulla Terra?.

gianfrancofisanotti@gmail.com

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