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ATTUALITÀ | 15 aprile 2022, 09:00

PASQUA DI GUERRA, PRIMAVERA DI SANGUE

Che Pasqua è? Se va avanti così ci ritroviamo in guerra per procura

PASQUA DI GUERRA, PRIMAVERA DI SANGUE

Mentre il Covid continua a far danni e l’inflazione è già oltre il 7%, mentre i consumi calano e i prezzi dei generi di prima necessità come il pane, la pasta, l’olio, il pesce subiscono inauditi rincari tutta l’Europa è presa in consegna non solo da una pesante cappa di guerra, ma da un sussulto di guerra fredda e di allarmi che non promettono nulla di nuovo. Come si fa a parlare di turismo con questi chiari di luna e mentre si sparge sangue innocente?.

Chi dovrebbe incoraggiare, inseguire, preparare la pace tra l’Ucraina aggredita e la Russia si prodiga in mille modi per soffiare sugli eventi e per alimentare il tremendo conflitto.

Dimentichi di quanto è accaduto in Vietnam, in Siria, in Iraq, nello Yemen, in Afghanistan, in Serbia lanciano proclami offensivi, minacciano ritorsioni e sanzioni in una “via crucis” di annunci che rende irrespirabile il clima dei popoli d’Europa.

La diplomazia viene accantonata e beffata perché vi sono altri interessi in gioco e sono interessi ben lontani dalle aspirazioni di pace e di solidarietà della gente d’Europa.

L’Italia sta già pagando un alto prezzo per le sanzioni e non sembra che il Governo metta in atto provvedimenti contro chi si arricchisce ingiustamente grazie ai prezzi del gas e del petrolio aumentati inopinatamente prima ancora che fossero ridotte le forniture. Ai tempi dell’antica Grecia, i sicofanti  denunciavano l’esportazione clandestina di fichi dall’Attica.

Dice Critone a Socrate: “… E’ giusto, infatti, che noi per salvarti corriamo questo rischio e, se si deve, anche uno maggiore di questo”; sembra proprio che la lezione di Platone non sia servita a nulla.

Neanche l’appello del Papa che chiede di fermare la mattanza, di unire le energie per ricomporre un minimo di civile convivenza, trova éco presso i potenti della Terra. Alla fine, contati i morti, la gente disperata ed in lutto, visitati i palazzi in rovina ed i cimiteri all’aperto dinnanzi alle case sventrate, qualcuno si chiederà chi ha vinto questa “guerra aumentata”: la risposta non si farà attendere perché è sulla bocca di tutti.

Vince, comunque vada, la lobby delle armi che non ha dichiarato guerra a nessuno e che prospera sulle rovine degli altri: è un déjà vu che ci fa sperare che tutto questo presto finisca e che i figli d’Europa, i nostri ragazzi, le nostre famiglie non vengano trascinate nel vortice di questa infamia.

Il  carnevale di sangue deve finire. dobbiamo dichiarare guerra alla guerra.

gianfrancofisanotti@gmail.com

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