/ CULTURA

CULTURA | 09 aprile 2022, 09:00

L’AUTONOMIA VALDOSTANA E’ UN DIRITTO O UNA CONCESSIONE AI SUDDITI “INTRA MONTES ?”

L’AUTONOMIA È UNO STRUMENTO E NON UN MONUMENTO

L’AUTONOMIA VALDOSTANA E’ UN DIRITTO O UNA CONCESSIONE AI SUDDITI “INTRA MONTES ?”

A chi mi chiede che cosa penso della crisi che ha investito la nostra Regione, vorrei rispondere con poche considerazioni. In primo luogo, penso che tutte le forze politiche dovrebbero rispettare la volontà scaturita dalle urne, cosa che per esempio non avviene a Roma, dove chi perde trova sempre il modo di governare. Nel caso della Valle d’Aosta, le forze regionaliste devono fare sintesi senza inoltrarsi con chi non condivide l’idea federalista propugnata da Émile Chanoux e dalla Jeune Vallée d’Aoste: l’Autonomia è uno strumento e non un monumento messo in mostra per aggirare le responsabilità che derivano dall’applicazione dell’Ordinamento statutario.

Sul piano strettamente organizzativo, dobbiamo ricordare che in Valle d’Aosta gli Organi esecutivi sono tre: il Presidente della Giunta, la Giunta Regionale ed i singoli Assessori: me ne parlava spesso il Dott. Renato Barbagallo che sottolineava l’idea stessa del self-gouvernement.

Ragione, questa, che impone maggiore cautela nell’attribuzione delle deleghe e nel cumulo delle stesse, come se fosse indifferente radunare in una unica capacità decisionale ragioni amministrative contrapposte, come ad esempio le opere pubbliche ed il ruolo delle finanze, che dovrebbe essere accorpato - eventualmente – alle partecipate.

Infine, è bene ricordare ancora una volta che la Valle d’Aosta ha ben pochi amici a Roma e che anzi se ne parla male per via delle ultime inchieste. Ecco perché sarebbe bene ampliare le relazioni ed anche le maggioranze pensando alle scadenze che aspettano una soluzione, ad iniziare dal destino della CVA.

gianfrancofisanotti@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore