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CULTURA | 07 aprile 2022, 08:00

L’AUTONOMIA VALDOSTANA E’ UN DIRITTO O UNA CONCESSIONE AI SUDDITI “INTRA MONTES ?”

Appuntamento settimanale del giovedì con Gianfranco Fisanotti sui temi dell'autonomia valdostana, sulla sua evoluzione, sulla sua involuzione, sui personaggi che hanno creato le premesse e su chi non ha saputo valorizzarla

L’AUTONOMIA VALDOSTANA E’ UN DIRITTO O UNA CONCESSIONE AI SUDDITI “INTRA MONTES ?”

E’ in fase di stampa il volume "les enfants du pays" che raccoglie tutte le pubblicazioni uscite su valled'aosta glocal. Il volume è collegato ad una massiccia documentazione storica-fotografica proveniente dall'archivio privato del presidente Severino Caveri, archivio digitalizzato dal figlio del presidente Renato Caveri (che partecipa al volume con una sua precisa memoria sulla questione della garanzia internazionale) il quale ha donato  tutto il materiale  anche a Gian Frranco Fisanotti nel 2016 in occasione della stampa del libro: "Jean Fisanotti e il mondo dell'imprimerie valdȏtaine" con l'invito a rendere pubbliche tutte le testimonianze possibili sulla operosità della classe politica del dopoguerra per la ricostruzione della Valle d'Aosta.

"Il 24 giugno 2021 è iniziata su Valle d’Aosta Glocal – tutti i giovedì – la pubblicazione di un testo che ho voluto dedicare ad un quesito fondamentale sulle istituzioni della Valle d’Aosta partendo da una ricognizione storica e dalla ricostruzione dei passaggi cruciali dal Regime ai Governi della Liberazione e seguenti.

La pubblicazione è terminata il 24 marzo 2022. In tale contesto, ho inteso tornare sulla figura fondamentale di Émile Chanoux martire, più volte preso di mira da sedicenti storici e ricercatori che hanno volutamente cercato di demolire questa figura e questo Esempio di sincero autonomista barbaramente assassinato perché lottava per la libertà e per l’autonomia del popolo valdostano. L’interrogativo di base era ed è ancora oggi se l’Autonomia Valdostana sia un diritto od una concessione ai sudditi “intra montes”.

Accanto a quella di Chanoux sono emerse personalità  molto importanti per la conquista di una vera autonomia e di competenze  riconosciute per le genti valdostane offese nel loro diritto ad usare la “langue maternelle” e ad essere padrone del proprio destino. Esse sono Joconde Stévenin, Joseph  Bréan, Joseph Trèves e tutti i membri della Jeune Vallée d’Aoste che hanno saputo animare la Resistenza culturale, politica ed infine armata contro il nazifascismo.

È stato anche affrontato il tema della “valdostanità” dei cittadini che compongono la Comunità: è parso chiarissimo che per “Valdostano” si intende chiunque viva ed operi in questa Terra amandola come la propria piccola Patria, la famosa “Petite Patrie”. Scriveva Chanoux a soli 17 anni: “Non, la Patrie n’est pas dans le sol, n’est pas dans la langue, n’est pas dans la race…la patrie c’est le peuple…Où est donc la patrie ? Elle est dans l’âme du peuple”.

Vi è nel nucleo centrale di questa mia narrazione una lunga lista di quelli che ho voluto chiamare “Les Bâtisseurs” e sono coloro che negli ultimi 80 anni hanno contribuito a gestire le sorti amministrative ed economiche, accrescendo e tutelando le prerogative statutarie ed istituzionali di questa piccola Regione,  che offre al mondo le più alte montagne d’Europa ed un popolo fiero delle proprie tradizioni e della propria secolare indipendenza (“Augusta est provincia non ultra nec citra, sed intra Alpium montes collocata”) spesso ignorate dal potere centrale, che non ha saputo nemmeno declinare i valori autonomistici e federalisti presenti nella Costituzione della Repubblica e vanamente invocati durante la storica riunione di Chivasso dai Rappresentanti delle Valli Alpine nel 1943.

Quella della Valle d’Aosta è un’autonomia concessa solo a parole e negata sempre nei fatti. Il fulcro centrale di questa pubblicazione, che ho intitolato “Les enfants du Pays”, è  il contributo fondamentale del Presidente Prof. Dino Viérin su “La question des eaux au Pays d’Aoste”  proprio mentre è in discussione il destino della Compagnia Valdostana delle acque.

Desidero in conclusione ringraziare il Giornalista Piero Minuzzo ed il Presidente di Ascova Pierre Genestrone per aver sostenuto ed incoraggiato questo mio impegno giornalistico che è un gesto d’amore verso l’amata Terra valdostana.

Desidero, infine, citare le ultime tre righe del fondamentale Rapporto del Prof. Dino Viérin sulla CVA perché condivido in pieno le Sue preoccupazioni sui pericoli dell’inerzia di una parte della classe politica Valdostana proprio in merito alle soluzioni da perseguire per salvare il salvabile dei nostri diritti sulle acque.

Scrive il prof. Viérin: “Sarebbe veramente folle doverci rinunciare a causa della nostra inerzia, a causa di una 'politique politicienne' incentrata ed attenta quasi esclusivamente all’interesse ed al consenso particolare ed  immediato, ma priva di visione e di progettualità. Oltre al danno, le beffe”.

Gian Franco Fisanotti

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