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ATTUALITÀ POLITICA | 25 marzo 2022, 08:00

In che mani siamo

Incapacità nella gestione dei profughi, burocrazia all’ennesima inefficienza che causa ritardi e inconvenienti a chi è disposto a ospitarli e il Consiglio Valle si perde in commissioni di inchiesta quando la Procura è già al lavoro

In che mani siamo

I 20 milioni che dovrebbero arrivare al Comune di Fontainemore per per la riqualificazione urbanistica e interventi contro lo spopolamento del borgo di Boure de Gris che sarebbero erogati dal Pnrr hanno creato gelosie, invidie e dato spazio ai giochetti politici anche se sulla questione la Procura ha già aperto un fascicolo senza indagati.

In Consiglio è stata chiesta l’istituzione di una commissione consiliare d'inchiesta per "approfondire e verificare, in tempi brevi, tutti gli atti relativi al bando regionale" per l'individuazione di un Comune nell'ambito del "bando borghi" del Pnrr. Lo hanno chiesto gli 11 consiglieri regionali della Lega e Mauro Baccega (gruppo misto) che è sotto forte caudine della Corte dei Conti al quale contesta una cifra da paura per danno erariale alla Regione per via dei finanziamenti al casino.

La vicenda è davvero intrigata, tanto che il comune di Bard ha fatto ricorso al Tar contro la scelta del progetto operata dalla Regione, alla base del Alla base del ricorso, secondo quanto apprende la Dire, ci sarebbero la mancata classificazione di alcuni dei Comuni partecipanti come borghi, secondo il Piano territoriale paesistico, e la genericità dei criteri di valutazione.

La commissione regionale che ha scelto il borgo vincitore aveva assegnato a Fontainemore 141 punti su 200; al secondo posto si era classificato Arvier con 131 punti; Bard era arrivato terzo con 117. Rivolgendosi al Tar, Bard ha chiesto la sospensiva e l'annullamento dell'atto con cui l'amministrazione regionale ha individuato il borgo vincitore.    Il progetto vincitore del "bando borghi" per la Valle d'Aosta, che ha assegnato a Fontainemore 20 milioni di euro del Pnrr, sarebbe viziato da una delibera "sbagliata": sia la sindaca del paese, Speranza Girod, sia l'assessora Antonella Girod sono proprietarie di immobili coinvolti nel progetto di recupero, e come riporta il quotidiano La Stampa nell'edizione di ieri, hanno partecipato alla discussione e al voto della delibera che ha approvato il progetto.

Nel bando è previsto il recupero di alcuni immobili in base a un comodato d'uso, al termine del quale l'edificio (dopo 10 anni) o il terreno (dopo 15) torneranno al proprietario. Ambiente Diritti Uguaglianza in Valle d'Aosta commenta: “Saranno gli uffici competenti e probabilmente la magistratura a valutare" la situazione, "ma la giunta di Fontainemore avrebbe dovuto essere più prudente e attenta alla tematica del conflitto d'interesse.

In una società in cui il normale cittadino fa un mutuo di 20 anni per ristrutturare casa, non pare giusto un comodato di appena 10 anni, per poi ritrovarsi l'immobile ristrutturato a spese del contribuente".

Per Adu "Il pasticcio di Fontainemore ha un responsabile politico, che oggi dovrebbe rassegnare le dimissioni: l'assessore ai Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio Jean-Pierre Guichardaz, competente per il dossier.  Fine della prima puntata. Il seguito alla prossima adunanza del Consiglio Valle.

Nel frattempo chi è disposto ad ospitaare i profughi ucraini perdono ore e ore da un’un ufficio all’altro per ottenere le autorizzazioni, avere l’assistenza sanitaria e avere i pacchi viveri perché in Valle d’Aosta la destra non sa cosa fa la sinistra; gli orari nonostante l’emergenza non conoscono deroghe. Valdostani perdono ore e ore di lavoro mentre loro si divertono con le commissioni di inchiesta.

ascova

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