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Chez Nous | 14 marzo 2022, 07:00

La Nato ascolti Zelensky

Se abbiamo a che fare con uno psicopatico trattiamolo da psicopatico. A minaccia la Nato, l’Italia e l’Europa devono rispondere a tono con pari minaccia. A qualunque ricatto putiniano si deve rispondere con pari moneta. Solo così lo si può isolare

La Nato ascolti Zelensky

A Rhêmes-Notre-Dame risiedono 83 persone. In Ucraina in 17 giorni di aggressione putiniana e russa sono stati assassinati 79 bambini. Insomma, la guerra di Putin contro l’Ucraina ha annientato una generazione di  Rhêmes-Notre-Dame. Una tragedia senza pari. Tanto che, dopo la preghiera dell'Angelus, Papa Francesco ha rivolto un nuovo accorato per "la fine della guerra" nella martoriata Ucraina.

Poi il Papa ha ricordato la città martire di Mariupol, che porta il nome della Vergine Maria, la "barbarie dell'uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi", per la quale "non ci sono ragioni strategiche che tengano". Ha poi parlato di "inaccettabile aggressione armata" e ha chiesto di porre fine "ai bombardamenti e agli attacchi", puntando "veramente e decisamente sul negoziato".

Ma l’Europa cosa fa? Perché non ascolta le richieste del presidente ucraino? Dibatte, sanziona, se la fa sotto mentre il despota Putin avanza, vuole distruggere l’Ucraina e poi ha già dichiarato che vuole anche la Polonia. Ciò induce a pensare che Putin intende sbranarsi anche la repubblica Slovacca, quella Ceca, l’Ungheria, la Romania e ricostruire il muro di Berlino. E nel frattempo l’Europa, Italia compresa, dibatte, sanziona economicamente, se la fa sotto per i ricatti di Putin e noi guardiamo la strage di innocenti; l’esercito militare sovietico ha ammazzato 79 bambini e migliaia di donne, uomini, anziani e anziane, donne incinte. E Putin continua a ordinare i bombardamenti di scuole, chiese, ospedali.

I russi hanno ammazzato anche un giornalista.

Se abbiamo a che fare con uno psicopatico trattiamolo da psicopatico. A minaccia la Nato, l’Italia e l’Europa devono rispondere a tono con pari minaccia. A qualunque ricatto putiniano si deve rispondere con pari moneta. Solo così lo si può isolare. Il male assoluto si può isolare solo se i suo cerchio magico inizia a capire che anche la Nato non scherza. Forse, tutti noi, dovremmo domandarci per quali ragioni gli accordi di Minsk sono stati disattesi.

Lo storico Gianfranco Fisanoti mi ha ricordato il protocollo di Minsk, firmato nel 2015 in Bielorussia dopo il fallimento del precedente Minsk I sottoscritto nel 2014, era stato elaborato per mettere fine al sanguinoso conflitto esploso nella regione dell’Ucraina orientale del Donbass.

I separatisti filo-russi avevano conquistato le aree nel 2014 e avevano proclamato le Repubbliche popolari di Luhansk (Lpr) e Donetsk (Dpr). Gli accordi vennero firmati da rappresentanti di Russia, Ucraina, dai leader separatisti e dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e furono in seguito approvati da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Ma cosa prevede il protocollo di Minsk? Assicurare un cessate il fuoco bilaterale immediato. Garantire il monitoraggio e la verifica del cessate il fuoco da parte dell'OSCE. Una decentralizzazione del potere, anche attraverso l'adozione di una legge ucraina su "accordi provvisori di governance locale in alcune zone delle oblast (regioni) di Doneck e Lugansk ("legge sullo status speciale"). Garantire il monitoraggio continuo della frontiera russo-ucraina e la loro verifica da parte dell'OSCE, attraverso la creazione di zone di sicurezza nelle regioni di frontiera tra l'Ucraina e la Russia. Rilascio immediato di tutti gli ostaggi e di tutte le persone detenute illegalmente. Una legge sulla prevenzione della persecuzione e la punizione delle persone che sono coinvolti negli eventi che hanno avuto luogo in alcune aree delle oblast (regioni) di Doneck e Lugansk, tranne nei casi di reati che siano considerati gravi. La continuazione del dialogo nazionale inclusivo. Adozione di misure per migliorare la situazione umanitaria nella regione del Donbass, in Ucraina orientale. Garantire lo svolgimento di elezioni locali anticipate, in conformità con la legge ucraina (concordato in questo protocollo) su "accordi provvisori di governo locale in alcune zone delle oblast (regioni) di Doneck e Lugansk" ("legge sullo statuto speciale"). Rimozione di gruppi illegali armati, attrezzature militari, così come combattenti e mercenari dal territorio dell'Ucraina sotto la supervisione dell'OSCE. Disarmo di tutti i gruppi illegali. Adozione dell'ordine del giorno per la ripresa economica e la ricostruzione della regione di Donbass, in Ucraina orientale. Garantire la sicurezza personale dei partecipanti ai negoziati.

Un protocollo che Putin ha considerato carta straccia e si diverte ad ammazzare vie umane di innocenti e inermi. Ma tutto questo è rimasto sulla carta e disatteso. Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, intervenuto sabato in diretta streaming alla manifestazione per la pace promossa dal sindaco di Firenze Nardella, ha avvisato: “E’ una guerra contro i valori dell’Occidente. Dite a politici di chiudere i cieli d’Ucraina”. E ha aggiunto: “Questa guerra non è stata iniziata da noi, ed è un’invasione cinica e crudele da parte della Russia. Questa guerra non è solo contro gli ucraini ma contro i valori che ci uniscono, contro il nostro modo di vivere, è contro l’Europa, contro i valori occidentali. Sono convinto che cercherete di fermare la guerra come lo sta facendo ogni ucraino. Ma come può l’Europa aiutare se stessa?».

Durante il suo discorso, il presidente ucraino ha rimarcato l’orgoglio per la resistenza dell’Ucraina contro l’invasione russa: «Noi ucraini siamo grati a tutti voi, chiedo a ognuno di voi di non dimenticarci. Ognuno di voi ha una foto dei vostri cari sul telefono. Noi non ce ne rendiamo conto, ma sappiamo che queste foto non sono le ultime di queste persone, perché siamo convinti che vedremo di nuovo le persone da noi amate, vedremo come crescono i nostri bambini». «Sono 79 i bambini uccisi in guerra – ha proseguito il presidente ucraino -. Questo numero non deve cambiare più. Le forze armate russe cercano di distruggere intere città», come nel caso di Mariupol che attualmente «è assediata, la bombardano 24 ore su 24, hanno distrutto l’ospedale pediatrico».

E l’Europa che fa oltre a decidere le sanzioni economiche alla Russia? Se la fa sotto per timore dei ricatti di Putin. Zelensky ci ha chiesto: «Dite ai vostri politici di chiudere i cieli dell’Ucraina», affinché possano essere protetti «dai razzi, dagli aerei, dai missili». E noi lo chiediamo. Nel suo discorso alla piazza fiorentina, il presidente ucraino ha ribadito che «le sanzioni contro la Russia sono necessarie affinché ogni soldato russo capisca il prezzo di ogni sparo, e serve che il mondo degli affari capisca che i russi distruggono la vita: ogni azienda multinazionale deve uscire dalla Russia». 

Ma il presidente ucraino ha puro aggiunto: «Bombardano gli ospedali infantili perché non nascano più figli: immaginate cosa significa quando non si riesce a trovare la pace neanche in chiesa, perché vengono bombardate anche le chiese».

Da credente spero in un intervento della mano divina per liberare la terra da uno spietato dittatore. Da credente penso che se Se papa Francesco andasse a Kiev, Putin sarebbe costretto a fermarsi. Ma penso anche che fino a quando c’è Putin e l’Europa se la fa sotto per l’Ucraina e la Pace ci sono poche speranze.

piero.minuzzo@gmail.com

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