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CULTURA | 25 gennaio 2022, 09:00

Allarme librerie, troppa disattenzione da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria

Alla Briovidue dicono ‘siamo al capolinea non abbiamo risposte, le informazioni contradditorie. Situazione determinata, anche, dalla scarsa attenzione di chi dovrebbe invece difendere la categoria e sostenere l’aggiornamento professionale.

Romaine Pernettaz con due collaboratori

Romaine Pernettaz con due collaboratori

Torna il bonus cultura per 18enni, nel 2022 dedicato, quindi, ai nati nel 2003. A partire dal 1 aprile e fino al 31 agosto, i neo maggiorenni potranno registrarsi nell'apposito portale dedicato, dove troveranno  le specifiche indicazioni per spendere il bonus da 500 euro entro il 28 febbraio del 2023. 

Il provvedimento non entusiasma più tanto i titolari o gestori di cartolibrerie che lamentano una generalizzata disattenzione da parte istituzioni e delle associazioni di categoria.

“Le questioni da affrontare sono tante e urgenti; ogni anno si propone di valorizzare e rilanciare il settore, messo in ginocchio dalla concorrenza sempre più aggressiva delle grandi catene di distribuzione  e ora anche dalla pandemia. E’ urgente intervenire dettando regole a tutela delle piccole librerie che sono sempre meno.

Infatti, con la regolamentazione della legge sul libro (marzo2020)  i grandi colossi online non possono più fare sconti folli ma devono per forza fermarsi al 5% e quindi a parità di offerta scegliere il negozio fisico. Ed proprio questo argomento che le associazioni di categoria dovrebbero far comprendere ai cittadini. La convenienza dell’online è irrisoria sul piano economico ma è sconfitta se si considera il valore del rapporto umano che si incontra in una libreria.

Anche nei negozi fisici e non solo sui mezzi virtuali si possono preordinare i libri in uscita. Altro valore che si deve poi tenere conto sono gli incontri in presenza con l’autore che certamente non organizzano Amazon o altri.

Sarebbe poi necessaria, a livello istituzionale, una maggiore attenzione al settore dei libri scolastici soprattutto qui in Valle dove, con il riciclo dei testi e il comodato d'uso i libri sui quali studiano i nostri figli sono obsoleti; tanti difficile da reperire e, soprattutto, non fruibili in toto in quanto di proprietà della Regione.

Sono questi i temi da affrontare a livello nazionale ma soprattutto a livello regionale.

Infatti, ogni anno si propone di valorizzare e rilanciare il settore messo in ginocchio dalla concorrenza sempre più aggressiva delle grandi catene di distribuzione ma e problematiche affrontate in questi anni di battaglie a difesa del mestiere di libraio, comprese quelle che in questi ultimi anni, si sono aggravate anche a causa della crisi economica generale.

La questione della scontistica, la necessità di riformare la legge sul libro ed una grande attenzione al settore dei libri scolastici sono i temi da affrontare a livello nazionale ma anche a livello regionale.

Una situazione determinata, anche, dalla scarsa attenzione di chi dovrebbe invece difendere la categoria e sostenere l’aggiornamento professionale. Infatti alla Briviodue dicono chiaramente: “Siamo arrivati al capolinea dopo due anni di mancate risposte, informazioni contraddittorie e fuorvianti, una continua sfida, ma soprattutto il sentirsi fuori luogo, non più nella casa che era stata per anni e che per tanti anni aveva tenuto tutti uniti”.

E come non bastasse alla Briviodue aggiungono, parlando della categoria: “Siamo allo sbando, ognuno per conto suo, a cercare di prevaricare gli uni sugli altri”. Per questo aggiungono mestamente: “Non siamo con chi vuole tenere fuori i non iscritti perché proprio i più deboli devono essere tutelati invece di favorire le librerie di catena, quelle online e la Grande distribuzione”.

Le librerie indipendenti, infatti, sono quelle che resistono sul territorio, danno lavoro, creano reddito e alimentano la Cultura con la C maiuscola che non è la cultura del guadagno fine a se stesso. “Noi – sottolineano alla Briviodue – investiamo in formazione, creiamo professionalità, siamo con chi nei piccoli paesi tutti i giorni offre un servizio e ci mette del suo”.

Insomma, alla Briviodue propugnano “l’associazionismo che è  condivisione, non prevaricazione. Il far parte di un’associazione significa condividere un percorso insieme, come per tanti anni è stato; la quota associativa deve essere una scelta dopo che si è compreso l’importanza della condivisione”.

E’ tempo che le Istituzioni, il mondo della scuola, le forze politiche e sociali e gli altri operatori del settore editoriale abbiano l’obiettivo comune di fare del  libro e della lettura strumenti insostituibili di formazione culturale e per il del tempo libero.

pi.mi.

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