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Consiglio Valle | 23 gennaio 2022, 09:00

Valigia pronta albergo prenotato domattina il nostro Grande elettore si imbarca

Erik Lavevaz si prepara alla sua prima votazione per il futuro presidente della Repubblica

Erik Lavevaz Grande Elettore della Valle d'Aosta

Erik Lavevaz Grande Elettore della Valle d'Aosta

Per il momento cinque giorni e quattro notti con opzione per eventuali successivi giorni. E’ ottimista il nostro presidente sui tempi di elezione del futuro presidente della Repubblica. Infatti partirà domattina da Verrayes diretto a Roma dove conta di rimanere fino a venerdì.

La valigia è pressoché pronta ma colma di dubbi su cosa succederà. Impossibile fare previsioni anche se nelle ultime ore il passo indietro di Silvio Berlusconi, che ha rinunciato all’autocandidatura. La scelta ha fatto inumidire gli occhi a tanti è unionisti che hanno indossato la maglia azzurra del principe di Arcore.

Renato Favre, responsabile Seniores di Forza Italia Valle d'Aosta, disse: "L'Italia, ora più che mai, necessita di una guida forte e autorevole, che sappia da una parte godere di una considerazione internazionale unanimemente riconosciuta, dall'altra interpretare lo sviluppo in ottica federalista del Paese, valorizzando l'ampliamento delle competenze legislative e amministrative delle autonomie territoriali”. Che succederà ora che Berlusconi non sarà l’inquilino del Colle?

Parimenti dispiaciuta la coordinatore regionale di Forza Italia Valle d'Aosta, Emily Rini, per la quale: "Silvio Berlusconi sarebbe (a questo punto sarebbe stato, ndr.) il capo dello Stato ideale per un'Italia protagonista in Europa e nel mondo, così come già affermato, tra l'altro, dal segretario e dal capogruppo del Partito Popolare Europeo, Antonio Lopez e Manfred Weber, e così come dimostra l'indiscutibile considerazione internazionale di cui gode”.

Tutto riparte da zero; se mai era partita la corsa di Berlusconi. Inizia ora il countdown e la partita è apertissima anche se il sogno Il sogno di Letta è Draghi al Quirinale e Cartabia a Chigi.

Ed in questo panorama il nostro Grande elettore guarda il cupolone con distacco. “Al momento – ha commentato - non sembrano esserci movimenti nei grandi partiti nazionali che possano portare ad una soluzione condivisa, almeno per le prime votazioni”. Infatti, ci sono ancora tantissime variabili aperte. E la sensazione di Erik Lavevaz, che precisa essere “del tutto personale e non suffragata da fatti reali”, è che “alla fine, al di là delle grandi manovre dei partiti, a fare la differenza sarà la volontà di Mario Draghi di rimanere a palazzo Ghigi piuttosto che di salire il Colle, oppure di Mattarella di rivedere la sua posizione per non creare scossoni al governo, in un momento molto delicato per il paese”.

Infatti quando manca un giorno e mezzo al primo scrutinio (prima votazione lunedì 24 gennaio ore 15, ndr.). Tolti questi due nomi, c’è un solco.

Ma dopo lo stop a Berlusconi, si può ipotizzare che il finale con Mario&Marta è il più probabile, un esito che dovrebbe lasciare il pubblico abbastanza soddisfatto.

Ha scritto Mario Lavia: “Mario&Marta formeranno una coppia sulla quale gli spin doctor non avranno difficoltà a scrivere un racconto politicamente ‘romantico’, due primi della classe, colti, non provenienti e dunque non invischiati nella bolgia infernale dei partiti, una narrazione da Italia nuova, una sceneggiatura molto lettiana nel senso della ricerca di una politica tranquilla – aveva ragione François Mitterrand – capace di smorzare i conflitti e comporre gli screzi, sostenendo il Paese nella più grande campagna di reperimento e conseguente spesa di miliardi di euro che la storia ricordi”.

Che sogno! Avere una presidente della Repubblica Cittadina Onoraria di Ollomont.

piero.minuzzo@gmail.com

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