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ECONOMIA | 20 gennaio 2022, 17:46

Gli albergatori valdostani stringono i denti e contrastano il covid

Al termine delle recenti festività natalizie, è stata avviata un’indagine conoscitiva indirizzata alle strutture turistico ricettive per tentare di avere una fotografia di come sono andate le cose nel periodo compreso tra Natale e l’Epifania e di quali siano le proiezioni per il prosieguo della stagione anche alla luce dell’aggravarsi dell’andamento dei contagi.

Filippo Gérard, Presidente Adava

Filippo Gérard, Presidente Adava

“Se dovessimo descrivere in estrema sintesi i risultati emersi possiamo sicuramente dire che, seppur tra mille difficoltà e nonostante il faticoso contesto, siamo riusciti a portare a casa un risultato soddisfacente durante il periodo delle festività”. Filippo Gérard commenta così l’esito di un’indagine conoscitiva tra gli albergatori valdostani.

l sondaggio, che è stato realizzato dal Centro Studi Adava in collaborazione con turismOK ed ha visto il coinvolgimento di un campione rappresentativo composto da quasi 300 strutture ricettive, mette in luce in maniera puntuale e tempestiva le prospettive, le preoccupazioni e le aspettative del comparto ricettivo valdostano. Circa metà dei rispondenti sono rappresentati da strutture alberghiere tradizionali (alberghi e rta), mentre la restante parte da strutture extralberghiere (chambres d’hôtes, b&b, cav, etc.), ma che trovano piena rappresentatività all’interno di Adava.

Un primo elemento evidenziato è il tasso di occupazione registrato dalle strutture nel periodo delle festività: circa 1/3 degli operatori registra un andamento in linea con la stagione invernale pre-covid; il 60% ritiene invece di aver occupato meno le proprie camere/appartamenti. Solo il 4% segnala invece di aver registrato un’occupazione leggermente superiore rispetto al passato.

Analizzando invece i fatturati complessivamente registrati troviamo risposte sostanzialmente in linea con quelle della domanda precedente inerenti i tassi di occupazione, con l'unica differenza registrata nella distribuzione percentuale che vede leggermente aumentare gli imprenditori soddisfatti dei volumi generati. Non si notano invece differenze rilevanti analizzando le strutture alberghiere da quelle extralberghiere. A livello di comprensori quello che registra le perdite più consistenti sia a livello di occupazione che di fatturato è il Monte Cervino.

Gli ospiti stranieri che solitamente rappresentano una parte importante delle presenze turistiche in Valle d’Aosta nella stagione invernale hanno inciso, nel corso delle ultime festività, in media il 15% della clientela complessiva (in passato intorno al 50%). Tuttavia, in oltre il 46% delle strutture, le loro presenze sono state addirittura azzerate. Questo è avvenuto principalmente nei comprensori turistici del Gran Paradiso e di Aosta e dintorni dove oltre il 60% delle strutture ha ospitato di fatto solo italiani.

Per garantire l’operatività delle rispettive aziende oltre il 60% delle strutture ricettive ha assunto pressoché lo stesso numero di collaboratori del passato, il 22% ha ridotto i collaboratori e solo nel 10% dei casi questi ultimi sono stati, al contrario, incrementati.

Dal termine delle festività nell’81% dei casi le strutture ricettive valdostane sono rimaste (e rimarranno), finché possibile, aperte. Un ulteriore 16% lavora e lavorerà a singhiozzo ovvero solamente nel week end. Analizzando però la richiesta, solamente nell’8% dei casi le strutture hanno prenotazioni confrontabili ai numeri del passato, mentre addirittura l'89% di esse prevede prenotazioni in drastico calo. Un caso particolare è dato dal comprensorio di Aosta e dintorni dove la quasi totalità rimarrà in ogni caso aperta sebbene stia subendo un calo delle prenotazioni evidente. Le riduzioni interessano tutti i mesi che verranno e si attestano in media con cali del 40%.

La quasi totalità degli intervistati ritiene sia fondamentale che siano prorogate le misure di sostegno -regionali e statali - mentre solo un 10% non esprime opinioni su questa tematica. Le misure che potrebbero essere messe in campo sono molteplici, gli imprenditori turistici si orientano principalmente sulla richiesta di abbattimento dei costi dell’energia (64% dei rispondenti); bonus imprese (57%); contributi a ristoro dei costi degli immobili strumentali [compensazioni IMU] (52%), contributo spese investimenti (39%), sospensione rate mutui (35%); a seguire vengono indicati anche contributi per le assunzioni, voucher per acquisto prodotti agroalimentari regionali, rinegoziazione del debito e contributi per azioni di marketing.

“Ora però – conclude il Presidente degli albergatori -  il quadro è notevolmente cambiato: le previsioni per i prossimi mesi sono tutt’altro che rosee e lo dimostra il fatto che la quasi totalità dei colleghi intervistati ha espresso forti preoccupazioni per il futuro e ritiene fondamentale siano riproposte delle misure di sostegno importanti”.

Infine Gérard assicura: “ Come sempre fatto sinora, rinnoviamo la nostra completa disponibilità ad interloquire e a collaborare con i nostri referenti istituzionali al fine di affrontare al meglio questo difficile momento nell’interesse della nostra categoria e dell’intero sistema economico produttivo regionale”.

pi.mi.

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