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Chez Nous | 17 gennaio 2022, 10:30

Lalisa angelo degli untori

Nei giorni scorsi ho ricevuto da un indirizzo di posta elettronica una mail farneticante, intrisa di odio nei miei confronti, e che, nonostante l’anonimato, sicuramente pro no vax

Lalisa angelo degli untori

L’odio traspariva dalle adulazioni sui contenuti dei miei Chez nous. L’anonimato è confermato dal fatto che più volte sollecitata la lisa (o laliso?) si è è rifiutata di fornirmi una recapito per poter sapere chi fosse.

A giustificazione del suo livore ha scritto: “…Ecco, dal mio punto di vista ovvero di paziente e madre di paziente, non credo sia stato corretto da parte sua attaccare, in una serie di articoli dai lei recentemente pubblicati, le persone che hanno deciso di non sottoporsi alla vaccinazione e questo per diversi motivi. Punto primo, perché preferirei chiamare la libertà di scelta personale ‘free’ invece che ‘no’ vax.
La costituzione prevede che ogni trattamento sanitario deve essere non obbligatorio ma effettuato con il consenso del paziente/utente. Inoltre prevede che la salute individuale prevale su quella sociale”.

Bene! Mai il nostro giornale ha messo in dubbio il fatto che chi ha particolari patologie deve comunque vaccinarsi. E’ altrettanto vero che la Costituzione prevede pene severe, fino all’ergastolo, per gli untori; per coloro che mettono a repentaglio la salute pubblica.

E così ho risposto a lalisa che si definisce mamma che evidentemente giustifica chi non si vaccina, chi contesta il green pass, chi non indossa la mascherina. Evidentemente madre lalisa non si preoccupa dei figli e dei nipoti altrui.

Ma ciò che più preoccupa e che in Valle si è affacciato all’orizzonte della politica – proprio quando la regione diventa arancione – il partito angelo degli untori, forse guidato da Lalisa, apertamente schierato con i no vax e violentemente critico con la politica che accusa i medesimi no vax.

Concordo con il fatto che la politica valdostana avrebbe potuto fare di più; ma il fare di più è sempre possibile. Sono d’accordo con il Presidente Erik Lavevaz quando ricorda che  “la grande maggioranza dei ricoverati è composta da chi ancora non ha aderito alla campagna vaccinale. Più che mai, ora, la vaccinazione è un dovere civico: l’immunizzazione protegge dalle forme più gravi della malattia, quelle che portano in ospedale e che quindi mettono in difficoltà anche chi deve accedere al sistema sanitario per altre patologie o per altri percorsi”. Altro che offendere ai no vax.

Solo chi ha provato il covid ed è stato in terapia intensiva può sapere cosa si prova e quanto si deve apprezzare il personale medico e paramedico impegnato nelle strutture sanitarie nella lotta continua al covid e alle sue varianti.

Non basta dire che si è favorevoli alle vaccinazione e poi schierarsi dalla parte di chi agevola, con insulsi e irresponsabili comportamenti dettati dall’egoismo, la diffusione del covid.

Bene fanno coloro, ed i politici per primi, che si schierano contro i non vax per scelta e non per problemi di salute. Al tempo la politica continui a migliore il sistema sanitario valdostano.

Le battaglie politiche si fanno per ilbene comune e non per il proprio orticello.

piero.minuzzo@gmail.com

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