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SANITÀ, SALUTE E STARE BENE | 13 gennaio 2022, 12:08

Covid: impennata di nuovi casi nell'ultima settimana ed aumento delle ospedalizzazioni

In 56 province l'incidenza supera i duemila casi per 100.000 abitanti, tra queste c’è Aosta con 2.452. Quanto alle ospedalizzazioni tutte le regioni superano la soglia del 15% con la Valle d'Aosta che raggiunge il 53,5%

Covid: impennata di nuovi casi nell'ultima settimana ed aumento delle ospedalizzazioni

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 5-11 gennaio, rispetto alla precedente, un netto aumento di nuovi casi (1.207.689 vs 810.535, pari a +49%) e dei decessi (1.514 vs 1.102, pari a +37,4%, di cui 95 riferiti a periodi precedenti). In forte crescita anche i casi attualmente positivi (2.134.139 vs 1.265.297, +868.842, pari a +68,7%), le persone in isolamento domiciliare (2.115.395 vs 1.250.993, +864.402, pari a +69,1%), i ricoveri con sintomi (17.067 vs 12.912, +4.155, pari a +32,2%) e le terapie intensive (1.677 vs 1.392, +285, pari a +20,5%).

Il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta dichiara che 'nell'ultima settimana si è registrata un'ulteriore impennata di nuovi casi che hanno superato quota 1,2 milioni, con un incremento che sfiora il 50% rispetto alla settimana precedente e una media mobile a 7 giorni che aumenta da 128.801 del 5 gennaio a 172.559 l'11 gennaio (+34%)'. Nella settimana 5-11 gennaio in tutte le regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dallo 0,5% dell'Umbria al 208,7% della Liguria. In 56 province l'incidenza supera i 2.000 casi per 100.000 abitanti, tra queste c’è Aosta con 2.452.

Nell'ambito delle ospedalizzazioni la responsabile della ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe Renata Gili afferma che 'aumentano ancora i posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +20,5% in area medica e +32,2% in terapia intensiva'. All'11 gennaio, il tasso di occupazione nazionale da parte di pazienti Covid è del 26,6% in area medica e del 18,2% in area critica. Ad eccezione di Molise e Sardegna, tutte le regioni superano la soglia del 15% in area medica, con la Valle d'Aosta che raggiunge il 53,5%; ad eccezione di Basilicata, Molise e Puglia tutte superano la soglia del 10% in area critica, con la provincia di Trento che si attesta al 31,1%. Il direttore operativo della Fondazione Gimbe Marco Mosti informa che 'aumentano gli ingressi giornalieri in terapia intensiva, la cui media mobile a 7 giorni sale a 146 ingressi/die rispetto ai 125 della settimana precedente'.

Cartabellotta spiega che 'le elevate coperture vaccinali ammortizzano in maniera rilevante l'impatto della circolazione virale sui servizi ospedalieri. Tuttavia, l'enorme quantità di nuovi casi in continua crescita sta progressivamente saturando gli ospedali sia perché 'incontra' una popolazione suscettibile troppo numerosa (2,2 milioni di 0-4 anni non vaccinabili, 8,6 milioni di non vaccinati e oltre 15 milioni in attesa della terza dose) sia, in misura minore, per i fenomeni di escape immunitario della variante omicron'.

I dati dell'Istituto superiore di sanità dimostrano la riduzione dell'efficacia vaccinale a partire da 3 mesi dal completamento del ciclo primario e la sua risalita dopo la somministrazione del richiamo. In particolare: l'efficacia sulla diagnosi scende progressivamente dal 77,6% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 41,6% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi risalire al 75% dopo il richiamo; l'efficacia sulla malattia severa scende progressivamente dal 95,7% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni all'88,8% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi risalire al 97,8% dopo il richiamo.

Cartabellotta sottolinea inoltre che 'ci troviamo in una fase estremamente critica della pandemia in cui distorte narrative ottimistiche appannano l'insufficienza delle misure per rallentare la curva dei contagi e sottovalutano i rischi per la salute delle persone e per l'economia del paese. Innanzitutto l'ingente numero di nuovi casi in continua crescita, dopo aver mandato in tilt i servizi territoriali sta determinando la progressiva saturazione degli ospedali, con limitazione degli interventi chirurgici programmati, anche in pazienti oncologici, e la riduzione delle capacità assistenziali, anche perché il personale sanitario è ormai allo stremo. In secondo luogo l'enorme numero di persone positive sta progressivamente paralizzando numerosi servizi essenziali: dai trasporti alla scuola, dalla sanità agli uffici pubblici. Infine, a meno di 'iniezioni' di posti letto dell'ultima ora o di modifica dei criteri per classificare i pazienti Covid ospedalizzati, entro fine mese numerose regioni andranno in zona arancione e qualcuna rischia la zona rossa. Un colore che certificherebbe il fallimento nella gestione della quarta ondata, nonostante la disponibilità di vaccini molto efficaci nel prevenire la malattia grave'.

Redazione cronaca

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