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Mondo Artigiano | 31 dicembre 2021, 16:56

A Capodanno vince il cenone, in famiglia e tra amici stretti. Trionfano prodotti sostenibili e di qualità

Tra quanti festeggeranno, il cenone conquisterà più del 55 per cento degli italiani a fronte di un 45 per cento scarso dei fautori del pranzo di Capodanno

A Capodanno vince il cenone, in famiglia e tra amici stretti. Trionfano prodotti sostenibili e di qualità

Gli italiani che festeggeranno l’arrivo del 2022, non limitandosi a viverlo con i familiari conviventi, rimangono in maggioranza. Ma il loro numero si è assottigliato in maniera consistente rispetto al 2019, ultimo anno pre Covid. Una raffica di disdette e di chiusure anticipate sta falcidiando cenoni e pranzi nei locali e trasformando l’evento in un dramma per il settore della ristorazione, che già ha sofferto un pessimo Natale. La paura del contagio e il vortice di quarantene stanno incidendo anche sugli incontri casalinghi. Ma a festeggiare risulteranno comunque più di tre italiani su quattro. E a prevalere saranno gli “attovagliati di San Silvestro”, quanti cioè preferiscono il cenone di fine anno, rispetto ai fedelissimi del pranzo di Capodanno, magari con sottofondo musicale in diretta dai tradizionali concerti di Vienna o di Venezia. E’ quanto risulta da una indagine condotta da CNA Agroalimentare.

L’indagine rileva che circa il 75 per cento degli italiani saluterà in qualche modo l’anno nuovo. Il residuo 25 per cento, invece, per scelta cautelativa, costrizione sanitaria o altri motivi se ne asterrà. A vincere la classica sfida cenone di San Silvestro-pranzo di Capodanno sarà il primo. Tra quanti festeggeranno, il cenone conquisterà più del 55 per cento degli italiani a fronte di un 45 per cento scarso dei fautori del pranzo di Capodanno. I più giovani fanno la differenza a favore del cenone mentre i meno giovani sono fedeli al pranzo di Natale.

In ogni caso – prevede CNA Agroalimentare – le libagioni saranno super ricche, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e all’alta qualità dei prodotti, conditi con i migliori olii extra vergine tricolori e innaffiati da vino in netta prevalenza italiano. Una decisione suffragata sempre di più dagli esperti internazionali che vanno decretando il primato del vino italiano. Ultimi in ordine di tempo i critici enologici del “Wine Enthusiast Magazine”, la rivista vinicola Usa con quattro milioni di lettori complessivi, che hanno designato un Verdicchio dei Castelli di Jesi quale miglior vino bianco al mondo.

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