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Lutti | 29 dicembre 2021, 21:00

Doues piange Albino, una delle sue colonne

Di lui il parroco don Leonard ha detto ‘Albino è stato un uomo che non dimenticheremo per la sua umiltà e disponibilità; ma sempre in seconda fila perché amava più fare per il prossimo che farsi notare’

Albino Cuaz

Albino Cuaz

Una malattia lo ha rubato nella notte di Natale alla moglie Savina Viérin, alle figlie Stéphanie e Mélanie, alle sorelle, alla suocera Rita, ai cognati, agli affezionati nipoti cugini, parenti e amici tutti.

Giovedì alle ore 14 nella chiesa parrocchiale di Doues darà l’ultimo saluto terreno ad Albino.

Scrivere di Albino bisogna fare innanzitutto un passo indietro e ripensare l’idea che ognuno ha dell’allevatore. Che fosse un Allevatore con la A maiuscolo lo dicono le sue reines. Lo dicono l’impegno e la dedizione messi a disposizione per contribuire a far crescere la comunità, sempre disponibile ad aiutare chi aveva bisogno.

Lo dicono la disponibilità e la dedizione con le quali si adoperava per la riuscita delle manifestazioni dell’Associazione Nazionale Alpini.

Avrebbe sicuramente fatto tanto di più con quell’energia, quella passione, quell’amore e l’altruismo che lo hanno contraddistinto. Purtroppo Albino ha lasciato questo mondo nella notte tra il 24 e il 25 dicembre all’età di soli 56 anni.

Fino a giugno ha seguito la sua attività e si è impegnato nelle attività della comunità ed in particolare dell'Associazione Alpini, poi la malattia lo ha aggredito brutalmente ed in modo subdolo che un uomo come lui non meritava.

Marito e padre invidiabile, non si è mai risparmiato nella sua troppo breve vita donando affetto e calore, trasmettendo i valori sani che solo un grande uomo poteva possedere.

Infatti il sindaco Franco Manes lo ricorda con commozione e affetto: “Albino ha vissuto intensamente ma in punta di piedi, non solo per la sua famiglia, per sua moglie e per le figlie, ma soprattutto per le sue montagne, per le sue bestie.

Non solo una professione, una passione ma soprattutto un amore incondizionato per quello che da sempre è stato il suo mondo: i prati, i fiori, il fieno.

Ha vissuto intensamente, faticando ma con la gioia negli occhi che solo le persone buone di cuore, riservate, disposte agli altri hanno.

Questo sarà per sempre Albino: un agricoltore, un allevatore e un alpino.

Sempre disponibile ad aiutare, sempre in prima linea con gli Alpini del gruppo di Doues nelle feste e nel bisogno.

Un amico di tutti che ci mancherà”.

Per questo Albino è una di quelle persone che la morte non potrà mai portare via dalla memoria collettiva. Continuerà a vivere con le sue parole sincere, il suo animo onesto, la sua generosità per i compaesani ma non solo.  

pi.mi.

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