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Informazione economica e aziendale | 22 dicembre 2021, 07:00

3 tendenze del mondo della programmazione da tener d'occhio per il 2022

I trend imperanti nel mondo della programmazione tendono ad evolvere e a durare quindi sino all’avvento di nuove tecnologie in grado di attirare l’attenzione degli addetti ai lavori.

3 tendenze del mondo della programmazione da tener d'occhio per il 2022

I trend imperanti nel mondo della programmazione tendono ad evolvere e a durare quindi sino all’avvento di nuove tecnologie in grado di attirare l’attenzione degli addetti ai lavori. In un quadro che rifugge sistematicamente dall’immobilismo, la pandemia ha di fatto scompaginato ancora di più le carte, accendendo la fiamma del cambiamento, rendendo obsolete alcune pratiche che solo sino a pochi mesi fa parevano intoccabili. Le aziende hanno il dovere di tenersi aggiornate su quelle che saranno le tendenze future in quest’ambito, e allo stesso tempo anche i futuri operatori del settore dovranno scegliere il corso di programmazione corretto per evitare di improntare la propria preparazione nella maniera sbagliata. Tra i percorsi più interessanti c’è sicuramente quello proposto da aulab, una PMI italiana che si occupa da tempo di formazione informatica e che punta a creare le basi tecniche dei futuri professionisti del coding attraverso una full immersion della durata di tre mesi incentrata sui linguaggi di programmazione più importanti e la messa in pratica dei concetti imparati a lezione.

Ma focalizziamoci su alcune delle aree che sono state interessate ultimamente da un cambio di rotta deciso rispetto agli scenari del passato

‍Internet of Behavior (IoB) per una maggiore personalizzazione

Dobbiamo attenderci che la programmazione software si spinga sempre più verso la personalizzazione grazie alla cosiddetta Internet of Behavior - estensione della Internet of Things - che va oltre la raccolta dei dati dai vari dispositivi, e va a concentrarsi nello specifico sul comportamento delle persone, indagando sulle modalità attraverso le quali gli stessi interagiscono coi dispositivi di cui dispongono e le app all’interno degli stessi. Questo tipo di strategia favorirà i processi tesi alla creazione di user experience sempre più personalizzate e aderenti alle preferenze dell’utente finale.
Un esempio pratico allo stato attuale è rappresentato dai feed di YouTube basati sulle reazioni degli utenti della piattaforma. La stessa strada è stata intrapresa anche da Facebook con lo scopo di indirizzare a ciascun iscritto delle pubblicità sempre più mirate.

Il ricorso sempre più massiccio all’outsourcing per la produzione di software

Un numero sempre maggiore di aziende sta scegliendo la strada dell’esternalizzazione per la produzione di software, preferendola alla presenza del classico team di esperti in-house da sfruttare in pianta stabile. Il motivo è facile da intuire e riguarda principalmente la riduzione importante dei costi legati alla forza lavoro, aspetto questo che influisce pesantemente all’interno di attività imprenditoriali appena avviate che hanno la possibilità di risparmiare tantissimi soldi in salari e contributi previdenziali. Inoltre, i servizi offerti dalle firm che operano nel settore della esternalizzazione risultano essere più efficaci e di qualità maggiore rispetto a quelli offerti dai singoli freelancers. Skype e Whatsapp, solo per citare un paio di nomi altisonanti, esternalizzano una parte del lavoro relativo alla creazione di software, con la possibilità di avvalersi delle migliori competenze con costi molto ridotti.

La cyber-sicurezza richiede un approccio diverso

Con un mondo sempre più interconnesso a livello digitale, l’aspetto della sicurezza non può più essere preso alla leggera. Un semplice attacco in grado di cogliere di sorpresa l’azienda ha la capacità di creare danni ingenti che influiscono pesantemente sui bilanci e sull’attività produttiva. Gli strumenti di protezione rappresentati dai classici firewall o dalla applicazione anti-malware non sono più sufficienti a garantire un livello di protezione in grado di escludere i cyber-attacchi che vengono lanciati dai malintenzionati attraverso strategie e modalità sempre più imprevedibili. Per questo motivo l’approccio da seguire è quello che già in tanti applicano e che viene rappresentato dalla “cybersecurity mesh”, ovvero una riconfigurazione degli strumenti di sicurezza e prevenzione, con la creazione di altri perimetri per ciascuno dei settori o per ogni applicativo, in grado di limitare la vulnerabilità delle reti e dei sistemi.

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