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CULTURA | 02 dicembre 2021, 10:30

L’AUTONOMIA VALDOSTANA E’ UN DIRITTO O UNA CONCESSIONE AI SUDDITI “INTRA MONTES ?”

Appuntamento settimanale del giovedì con Gianfranco Fisanotti sui temi dell'autonomia valdostana, sulla sua evoluzione, sulla sua involuzione, sui personaggi che hanno creato le premesse e su chi non ha saputo valorizzarla

L’AUTONOMIA VALDOSTANA E’ UN DIRITTO O UNA CONCESSIONE AI SUDDITI “INTRA MONTES ?”

Termina qui la lunga carrellata dei “costruttori” che precede il grande capitolo dedicato al Presidente Dino Vierin ed alla sua “visione autonomistica” che ha consentito alla Valle d’Aosta di recuperare la demanialità delle acque valdostane, dopo il disastro della nazionalizzazione. Si tratta, in conclusione, di personalità che hanno davvero contribuito ad imbastire una prospettiva alla “civilisation alpestre” ed alla “langue maternelle”: Jean-Jacques Cristillin, i vescovi Joseph-Auguste Duc e Jean-Vincent Tasso, Joseph-Marie Henry e, con essi, l’Académie de Saint-Anselme.

Seguirà appunto il Prof. Dino Vierin con il Suo prezioso “memorandum” del 2019 durante un incontro informativo sulla sorte della CVA organizzato dal SAVT. Tra i “bâtisseurs” non ho citato René Willien importante autore del Teatro Valdostano in patois, Aimé Chenal, autore insieme a Raymond Vautherin del Dictionnaire di Patois aggiornato, il Canonico Don Garino creatore del Museo sacro presso la Cattedrale di Aosta, Ida Viglino co-fondatrice del Rassemblement Valdôtain e - già nella lotta antifascista culminata nella Liberazione  - sincera Patriota di una Vallée libera, Germaine Lugon autrice dell’opera “Des souvenirs en Héritage” Vie et personnages de la Ville d’Aoste de l’entre – deux – guerres pubblicato dall’Association Valdôtaine Archives Sonores, Clement Alliod fondatore del prestigioso Liceo Linguistico di Courmayeur in quanto si tratta di personaggi recenti, molto conosciuti e sui quali è possibile reperire ampia documentazione.

JEAN-JACQUES CHRISTILLIN

Jean-Jacques Christillin (1863-1915) di Issime, Vicario in circa 30 parrocchie valdostane,  paleografo, archeologo e scrittore ha frequentato l’Imprimerie Catholique nel primo decennio del ‘900.

A lui si devono opere come “Légendes et récits recueillis sur les bords du Lys” (1901) tradotti anche in lingua Italiana e le “Dix contes du Val d’Aoste” pubblicati su “La Tradition”, rivista di Parigi, tra il 1902 e il 1905. Sarebbe davvero interessante pubblicare gli aneddoti, le battute umoristiche, gli aforismi e gli appunti con giochi di parole che scrisse nei suoi quaderni.

JOSEPH-AUGUSTE  DUC

Joseph-Auguste Duc  (1835-1922) Vescovo di Aosta dal 1872 al 1907 pubblicò presso l’Imprimerie Catholique, ad iniziare dal 1901, i dieci volumi della “Histoire de l’Eglise d’Aoste” terminati nel 1915. Discepolo del priore di S. Orso Jean-Antoine Gal fondatore dell’Accademia di S. Anselmo, Joseph-Auguste Duc  fu presidente dell’Accademia stessa dal 1878 al 1908 ove presentò oltre 100 “mémoires”.  Presso l’Imprimerie Catholique furono pubblicate molte delle 250 lettere pastorali di questo Vescovo – scrittore, attento ed erudito protagonista della storiografia valdostana.

JEAN-VINCENT TASSO

Jean-Vincent Tasso Vescovo di Aosta dal Febbraio del 1908 al 24 agosto del 1919, ha fondato la “Revue diocésaine” (1915-1920) organo ufficiale del Vescovado. Di Lui, Albert Marie Careggio in “Le clergé valdôtain de 1900 à 1984” scrive: “Il n’a jamais pu supposer qu’il n’y eût chez tout le monde les mêmes dispositions”… “Le Roma locuta est, causa finita est a toujours été un principe régulateur indiscutable de toutes ses actions ”.


Malgrado ciò, senza nulla togliere all’obbedienza verso la Gerarchia vaticana, in una lettera pastorale del 16 dicembre 1909, Mons. Tasso scriveva a proposito della lingua francese: “Cette langue nous est très utile et presque nécessaire pour nos fréquentes relations actives et passives avec les étrangers et pour les intérêts matériels de la Vallée.

Elle l’est aussi pour les intérêts spirituels et pour nos rélations avec le bon Dieu. C’est dans la langue française que nos enfants apprennent à parler au bon Dieu dans leurs prières. C’est dans la langue française que la plupart entendent parler le bon Dieu et du bon Dieu au Catéchisme, aux instructions de leur bon curé et même à la maison et à l’école, par la bouche des parents, des instituteurs et des institutrices.

Sans faire tort à notre belle et harmonieuse langue italianne et sans faire des comparaisons odieuses, il faut reconnaître que, dans la langue française, nous avons de très bons livres de piété, d’ascétique et de prédication, très utiles au Clergé et aux fidèles”. Mons. Calabrese sosterrà invece che bisogna insegnare il catechismo in italiano, servendosi dei testi di Pio X° .

Più zelante ancora, il Vescovo Imberti giungerà ad espellere dal Consiglio direttivo dell’Azione Cattolica due membri per il solo fatto che non erano iscritti al Partito Nazionale Fascista. (Sergio Soave “Cultura e mito dell’autonomia”, Editore Franco Angeli, 1979 Milano).

JOSEPH-MARIE HENRY

Joseph-Marie Henry (1870-1947), Vice parroco a Cogne, botanico, alpinista, scrittore, giornalista frequentò a lungo l’Imprimerie Catholique sia scrivendo per il “Messager Valdôtain” sia raccogliendo materiale per la sua “Histoire populaire religieuse et civile de la Vallée d’Aoste” (1929), un testo importante oltre a quello sulle tradizioni feudali di Valpelline “Reconnaissances et inféodations dans le Valpelline en 1500”, pubblicato nel 1938 in Aosta. Interessanti anche gli articoli di Joseph-Marie Henry sul “Duché d’ Aoste” sostenitore del cattolicesimo impegnato nella cooperazione specie nel mondo agricolo e  – oltre ad essi – le sue dissertazioni sui Bollettini della Société de la Flore (1902-1941) tutti catalogati e rilegati nella Bibliothèque di Papà Jean ceduta alla Regione Valle d’Aosta nel 1987.

L’ACADÉMIE DE SAINT- ANSELME

I Bollettini dell’Accademia venivano stampati non solo all’Imprimerie ma anche in altre Tipografie come la Duc, l’Itla o presso le Edizioni Musumeci negli anni  ’70 ed a seguire fino ai giorni nostri.

L’Accademia è nata ufficialmente come “Société Académique religeuse et scientifique de l’ancienne Duché d’Aoste, sous la protection de Saint Anselme, Archevêque de Cantorbéry et Docteur de l’Eglise” o Académie Saint –Anselme ed è stata fondata nel marzo del 1855 dal Priore di Sant’Orso Jean-Antoine Gal. Tra gli obiettivi principali venivano indicate la diffusione della conoscenza delle tradizioni religiose e civili del patrimonio linguistico e culturale e la valorizzazione dei beni culturali valdostani. Per oltre cent’anni dal 1855 al 1980 l’Académie è stata presieduta da esponenti del Clero valdostano, mentre la componente laica ha assunto la guida nel 1980 con Ettore Passerin d’Entrèves.

Gli ultimi due presidenti Pierre-Georges Thiébat (2004-2010) e Joseph-César Perrin hanno redatto una storia dell’Académie che possiede una ricca biblioteca con oltre 15.000 pubblicazioni ed un interessante museo con pezzi importanti dell’antichità e del Medio Evo: sono oltre 600 gli studi pubblicati e reperibili a dimostrazione del fondamentale apporto culturale di questa benemerita Istituzione molto attenta alla tutela ed alla valorizzazione del particolarismo valdostano.

Gian Franco Fisanotti/ascova

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