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Governo Valdostano | 29 novembre 2021, 14:18

Fissati i requisiti minimi per servizio accoglienza residenziale genitore-bambino

Si tratta di un atto importante perché tale tipologia di struttura non è attualmente presente sul territorio valdostano e l'approvazione dei requisiti consentirà l'apertura di strutture specifiche anche nella nostra realtà

foto repertorio

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La proposta deriva dall'aumento della richiesta da parte dei servizi socio-sanitari di inserimento di nuclei in difficoltà in comunità genitore-bambino, in ottemperanza ai dispositivi di tutela della genitorialità emessi dal Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta, nonché dalla valutazione della necessità delle famiglie in questione di permanere sul territorio valdostano, laddove possibile, intraprendendo un percorso di sostegno alla genitorialità specifico e di tipo residenziale.

La “comunità genitore-bambino” si configura come una struttura di accoglienza a tutela del nascituro o del bambino e del suo genitore. Tale servizio offre un sostegno volto a sviluppare un equilibrio tra la presa in carico dei bisogni del genitore a supporto delle sue capacità genitoriali e le esigenze di cura e tutela del bambino.

L’accoglienza, che può essere dovuta per ragioni contingenti collegate a problematiche socio-ambientali e/o per ragioni di protezione del minore e di sostegno al genitore oltre che di aiuto alla relazione genitore-figlio, si caratterizza per la presa in carico di tutto il nucleo accolto e non unicamente del singolo componente.

La struttura è dimensionata per l’accoglienza e l’autonomia graduale di tali nuclei, anche in considerazione della provenienza dei genitori, che può essere caratterizzata da culture, etnie, religioni ed abitudini molto diverse, fattori che si riflettono nella gestione della convivenza.

Inoltre, la “comunità genitore-bambino” può accogliere genitori con i propri figli e/o gestanti, anche minorenni e riguarda prioritariamente nuclei con figli di età compresa tra 0 e 6 anni, con la possibilità, in specifici casi motivati, di estendere l’accoglienza anche a figli di età superiore, ma comunque minorenni.

Ogni struttura può accogliere fino a un massimo di 10 ospiti, compresi i bambini nella fascia 0-3 anni, a cui si possono aggiungere due posti letto in emergenza.

È un atto importante perché consentirà anche in Valle d’Aosta la presenza di questo tipo di strutture che fino ad oggi mancano - afferma l’Assessore alla Sanità, Roberto Alessandro Barmasse -. È un’ulteriore risposta all’esigenza che emerge dal territorio e che consentirà di colmare una lacuna, intervenendo in favore delle famiglie in difficoltà e per migliorare le situazioni di disagio.”

ascova

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